Il buongiorno del 7 agosto

Ho conosciuto Anna nel 2000, credo. Abbiamo diviso per diversi anni la stanza in ufficio. Paffutella di quelle che ti verrebbe di dargli i pizzicotti sulle guance. Capello corto, gonna sotto il ginocchio e un immancabile gilet. A decine di tutti i colori. Una sorta di immancabile corpetto a difenderla dai pericoli della vita. Lei intelligente e creativa. E buona. E mai disattenta al circostante. Sensibile al punto da inserire sempre un’attenzione al mondo in ogni suo progetto ma anche da accanirsi contro il falso. E in tanti ad approfittarne. Anche rubandole la paternità di alcuni pezzi importanti. Nati dal suo cuore e diventati medaglie di personaggi più noti e senza scrupoli. E per lei, invece che motivo di inquietudine, orgoglio pratico (Intanto lo abbiamo realizzato ed è questo l’importante. Se dicono di averci pensato loro vuol dire che era buono. Meglio così). Anna ha sempre amato tenere un profilo basso per sorprendere l’avversario. Soprattutto i supponenti. Con lei mi sono divertita moltissimo a vederne fuggire tanti con la coda fra le gambe, che avevano pensato, confidando nell’apparenza, di poterla mettere in mezzo con facilità. Ma con lei ho anche discusso moltissimo. Lei appartiene a quel tipo di persone che deve sempre produrre al top. E dimostrare sempre. Anche quando basterebbe meno, molto meno, senza abbassare la qualità. E per questo è capace di sacrificare tutto.
A marzo l’avevo invitata al mio compleanno, festeggiato con tutte le mie amiche più care, e lei, impegnata per lavoro, non solo non è venuta ma si è anche dimenticata di avvisarmi. Il giorno dopo me la sono mangiata. Non ho messo in dubbio il suo affetto per me ma solo, come sempre, la sua assurda lista delle priorità. Ci siamo riviste ieri dopo mesi di maretta ed è stata come sempre una festa. Come solo si fa con chi ti sta nel cuore, le ho chiesto di abbracciarmi perché avevo bisogno della sua carica e del suo calore. Lo ha fatto con un braccio solo. E quando l’ho guardata mi ha detto, ‘Ti voglio battagliera. Così non ti riconosco.’ Uno schiaffo affettuoso che mi ha riportato in linea e che si può accettare solo da qualcuno su cui non hai dubbi. Abbiamo passato una splendida serata. Un aperitivo e poi il cinema. E prima, durante e dopo un milione di chiacchiere vitali. E la nostra saga di ricordi, personaggi e risate a farci, come sempre, compagnia.
Aveva il gilet pure ieri sera di un bel giallo estivo. Ora, però, porta pantaloni e fuma. Ma è rimasta la mia solita Annina. Quella che un minuto prima la uccideresti e quello dopo non puoi fare a meno di amare profondamente. Un talento umano.
Buongiorno all’amicizia che non ti lascia mai anche quando potrebbe sembrare.

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...