Il buongiorno del 17 agosto

Ieri è stata giornata di preparativi. Di quelle in cui compri le ultime cose tipo… la valigia. Eh sì, perché se ti ricordi solo all’ultimo momento che nella divisione delle cose il set di valigie è toccato all’ex marito o ti prepari a partire con 4 trolley da imbarco aereo, di quelli che vanno bene per tutte le compagnie, , che ti ritrovi in quantità industriale o te ne compri una. Una cosa estremamente facile di sabato pomeriggio 16 di agosto. Dovevo andare da sola ed invece la cara amica, con cui ero andata al mare, si è offerta di accompagnarmi dicendo: ‘Che sai fare da sola non c’è dubbio ma in due è meglio, non ti pare? Ti accompagno’. Non nego di essere rimasta piacevolmente sorpresa. Perché sono frasi che aspetti di sentire da una vita. E quando finalmente te lo senti dire, ti rendi conto che non è davvero il caso di fare la schizzinosa. Perché il fatto che non si sia trattato di una voce maschile non inficia in alcun modo il calore del gesto. E, a dirla tutta, se fosse stato un uomo sarebbe stata da inaugurare con un viaggio a Medjugorje.
Per farla breve, partiamo ed entriamo nell’unico negozio aperto di una strada commerciale comunque presa d’assalto dal passeggio pomeridiano indifferente ai cartelli indicanti il periodo di chiusura. Ci mostrano due tipi di valigia. La prima si apre a metà. Ha un lato in policarbonato e uno in stoffa, l’altra tutta in stoffa ha invece un’apertura a scatoletta di tonno. Mentre io sto pensando al colore, la mia amica indicandomi la prima mi dice: ‘Non te la comprare si apre a cavolo, prendi l’altra!’. La signora, che sa il fatto suo, la sente e dice:‘In realtà può essere molto comoda perché durante la vacanza una parte può servire per mettere man mano i vestiti sporchi tenendoli separati da quelli puliti’ e la mia amica ‘Signora ha ragione, ma per tenerla aperta serve una piazza d’armi, lo vede si apre come una cozza’. La signora non solo condivide la ragione della mia amica ma ammette anche di non averci mai pensato. Non c’è più storia, la mia amica sorride tronfia di aver vinto – grazie al mitile esempio – la battaglia sulle motivazioni di vendita, io decido il colore e usciamo con una scatoletta di tonno da un quintale ridendo come due matte. Al punto che non so se addurre al deserto dei tartari o al presunto effetto eccitante dell’acquisto l’essere stata fermata da ben due persone per chiedermi dove l’avessi presa. Tornata a casa sto cercando di farci entrare tutto quando mi citofona un’altra amica, la cui visita non era prevista, che in un secondo mi finisce di fare i bagagli mentre io stiro due cose che ho deciso all’ultimo momento di portare.
E pensare che c’è chi mi chiede ‘Ma dopo la separazione sei ancora sola?’

Buongiorno! Tra poco si parte…

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