Il buongiorno del 12 marzo

‘Come va?’… Non è la prima volta che mi soffermo sulla domanda più ricorrente della storia dell’universo. L’unica, o comunque tra le poche, dotata di vita propria ovvero che, per esistere, non ha affatto bisogno di risposta ma a cui nessuno di noi si sottrae nè può farlo. Perché se è oggettivo che, a chi la formula, di come stai non gli importa nulla, se non rispondi, sei tu a passare per maleducato. Anche se costretto a rispondere in un ascensore gremito dove tutti ti guardano aspettando almeno un cenno di circostanza che inquadri il tuo stato. Dove tutti gli occhi, di solito puntati sul quadro luminoso dei piani raggiunti o sulla targhetta di quante persone e peso complessivo porta l’ascensore, sono su di te. E tu devi decidere in un nano secondo a quale attingere tra le risposte a catalogo: ‘bene’, ‘benino’, ‘così o così’ o ‘hai una domanda di riserva?‘, ‘si va avanti’  e se accompagnarle con un sorriso sfumato verso l’alto o verso il basso. Una decisione rapida per mettere fine alla pantomima e tornare, prima possibile, a destare, felice, meno interesse della targhetta. Da qualche giorno ho preso a rispondere a chiunque, ‘benissimo, grazie!’, con un sorriso aperto, convinto e talmente pieno di energia mentre lo dico, da far arrivare la carica positiva anche se sono al telefono. E non ce ne è uno che non rimanga colpito e tra lo stupito e l’imbarazzato non mi dica ‘ma veramente o dici così?’. Cosa io risponda non ha la minima importanza ma il risultato, davvero inaspettato, di questa che voleva essere solo una banale provocazione, è che attraverso la mimica facciale, qualche sfumatura della voce e frasi di pancia, riesco davvero a percepire a chi importa quella risposta. Ma anche chi sarebbe contento del mio stato di grazia e chi no. A volte conferme, a volte sorprese. Provateci. Funziona. 

Buongiorno! E che possiate davvero passare benissimo questa giornata! 

Paroledimaru sta vivendo una fase anarchica, che fa più figo di confusa. Esattamente come chi lo scrive. A volte è un Buongiorno, a volte una Buonanotte, a volte pensieri colti al volo, più o meno leggeri. A volte silenzio. Spesso. Trovo bello condividere le parole ma anche l’assenza di esse.

Immagine presa dal web.

15 pensieri riguardo “Il buongiorno del 12 marzo

    1. Un mio amico stamattina mi ha scritto che lui risponde ‘si resiste’, una risposta vintage un po’ come le tue… 😃 anch’io dovró cominciare a fare le scale ma non per evitare domande, per evitare di accumulare adipe…. Buona giornata Michele!

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  1. “Come va?” è una di quelle domande cui nella maggior parte dei casi a chi chiede non interessa la risposta. Convenevoli, un “ciao” detto da qualcuno che non incontriamo tanto spesso. Ma te sai distinguere, e hai trovato un’ottima risposta, di quelle spiazzanti.
    Buona giornata 🙂

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  2. Rispondo: “Così … ma dimmi piuttosto di te”, ho un sorriso convinto.
    E’ come aprire una diga: i figli, il marito, la scuola, il lavoro, il cane …
    Alla fine mi porto dentro inascoltato il mio “così” in buona compagnia di figli, marito, scuola, lavoro, cane … e non sorrido più.
    Un abbraccio Maru ♥
    Affy

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      1. Non posso darti una risposta da ‘ascensore’ …. 🙂
        Mattinata trascorsa tra le infinite possibilità di configurazione di una macchina che vola…. mattinata tra le nuvole… del lavoro e dei pensieri.
        Kisses (from the winglets)…
        xx

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  3. la domanda più antica del mondo amica mia…
    e la risposta mi sembra perfetta 😉
    “benissimo grazie!”
    alla faccia di chi provoca,
    e per la gioia di quelle poche e luminose anime che chiedono con sincero interesse…

    P.S. mi piace questa fase anarchica 🙂
    un abbraccio forte,
    Barbara

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  4. Domanda fatidica davvero! Io in genere rispondo con una litote molto dilplomatica “Non male!” e ci appiccco un sorriso. Chi la interpreta correttamente “non male = bene, abbastanza bene” , chi si sofferma sulla negazione ma non fa domande per evitare figuracce linguistiche. 😀
    Il massimo è secondo me il dialogo (si fa per dire! 😉 ) con un conoscente che incontro ogni tanto.
    Lui ” Ciao!”
    Io : “Ciao!”
    Lui : “Come va? Ma dimmi di te … Io … … bla…bla…bla…
    dialogo finito.
    Ecco, qui il “non male” non serve mai. 😀
    Primula

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    1. Sono da evitare come la peste, cara Primula, le persone così. Quando attaccano non finiscono più e ti fanno pure sentire in colpa perché senti che quello che ti stanno raccontando non ti interessa proprio. Forse perché hanno voglia di parlare a prescindere dall’interlocutore e ti fanno sentire più che una persona un pungiball… ‘Non bene’ altro che ‘Non male’…. Bacioni e buon we!

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