Un fine settimana di cartoni di pizza e cimitero acattolico

  
Sono ancora nel letto. Non ho dormito bene. Quando non c’è Marco mangio quello che capita, mi apparecchio con cura ma non mi preparo quasi mai nulla di particolarmente impegnativo. Neanche di mediamente impegnativo. Diciamo che quando non c’è Marco, aprire la scatola della pizza o una scatoletta di tonno, è l’azione che presenta maggiori difficoltà nella riuscita della pietanza. Mi piace alzarmi da tavola e vedere la cucina che per una volta non sembra aver superato un bombardamento e con l’unica preoccupazione di mettere il cartone o il metallo nella giusta sezione di spazzatura. Mi piace proprio. Eppure quella soddisfazione la pago sempre con notti travagliate e con risvegli stanchi. Forse c’è anche il fatto che il week end è pieno di cose da fare rimandate dalla settimana lavorativa e che il solo pensiero mi mette già di traverso. E che sono peraltro le cose che più detesto. Fare la spesa; in questo periodo, organizzare il cambio di stagione; verificare scadenze e  bollette da pagare che non le ho tutte domiciliate; anticipare qualcosa di lavoro per non ri-affogare già alle 9 del lunedì mattina; mettere a posto le carte accumulate; sistemare casa e fare un po’ di manutenzione. 

Insomma il giramento credo derivi, oltre che dal sonno disturbato, dal fatto che ho appena aperto gli occhi e ‘sti due giorni sono già finiti.

  Domani però vado a fare una visita con Eleonora, nata il mio stesso giorno di qualche anno prima di me che non si vede, al cimitero acattolico vicino alla Piramide. Si legge nella descrizione che non sarà una visita ma un’esperienza. Con letture dall’Antologia di Spoon River e canzoni di De Andrè. E in tutta sincerità non vedo l’ora perché sono anni che volevo andare. Glielo avevo detto, lei si è ricordata e ha prenotato. E sono proprio contenta.

È evidente però che il mio entusiasmo per una passeggiata in mezzo alle tombe, seppure sarà di sicuro un’esperienza straordinaria come recita la promo, mi dice che ho bisogno di pace e di staccare. 

Magari prossimamente mi organizzo una SPA. Così, solo per tenere conto anche del corpo prima che diventi (tanta) polvere. Parola che mi ricorda che devo pure pulire casa… 

Buongiorno e buon we! 

‘Me tornata polvere’ è una libera, bellissima, interpretazione di Roberto! 

12 pensieri riguardo “Un fine settimana di cartoni di pizza e cimitero acattolico

  1. Aspetto il tuo racconto allora. Anche io stesso week end tuo: cenato da sola con cose semplici, apparecchiato e tutto ordinato, mi sono svegliata alla fine comunque presto e ho pulito tutta la casa. Mi ha dato molta soddisfazione tutto ciò :). Un bacione e buon fine settimana!

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