Ma ultimamente scrivi di più?

Ieri sera dopo la conclusione di una serata/settimana/settimane/mesi impegnativa/e/i, mi arriva una domanda a bruciapelo: ‘Ma ultimamente scrivi tanto, insomma di più, o mi sbaglio?’. Guardo il mio interlocutore interrogativa e leggo che capisce il mio annaspare alla ricerca

 del dove vuole andare a parare e prosegue: ‘Ricordo che per un periodo avevi smesso. Ora invece mi sembra che tu abbia ripreso’. Lo guardo di nuovo e gli chiedo: ‘Ma non ti piace quello che scrivo?’. E lui con la faccia divertita ‘Mi piace moltissimo’ ed io ‘Hai dato la risposta giusta’ ridiamo e continuo: ‘per il resto non so, mi sembra di scrivere di più effettivamente ma meno di quando lo facevo tutti i giorni e mi sentivo prigioniera di un ritmo impossibile’. 

La domanda del mio amico mi ha colpito perché anch’io faccio caso alla frequenza. Che non è mai un elemento casuale. In nessun campo. Ed ormai, da tempo, guardo con sospetto quelli che ti dicono che è più importante la qualità della quantità. Perchè, nella maggior parte dei casi, è – sempre e solo – una pezza a colori. 

Quando smetto di scrivere non è mai buon segno. Intendo ovviamente per me (!). Quando, infatti, non riesco a tirare fuori nulla vuol dire che qualcosa o qualcuno prosciuga la mia anima dall’altro capo. Un fatto che oggi so deve allarmarmi. 

Quando scrivo troppo invece rischio, per non perdere il ricordo, di perdermi il presente. Come quelli che per capirci, sanno quello che hanno vissuto solo guardando le foto. Ed anche questo deve preoccuparmi.

Quando scrivo a ritmi umani, invece, sto bene. O meglio sento di governare la mia vita: la vivo ma sono anche in grado di osservarla e di tirare fuori, se c’è, qualche elemento comune con altri su cui confrontarmi. Trovare analogie o dissonanze. Ridere e anche no. Far parte, insomma, consapevolmente del mondo che mi sta attorno. Placare a volte il dolore. 

A proposito di dolore, stanotte mi sono svegliata con dei terribili crampi allo stomaco, forse a causa di una tardiva (troppo!) carbonara. E prima di aprire gli occhi ho combattuto, soccombendo, gnomi ed elfi tartufati. Non so come, mi sono riuscita ad alzare. Ho camminato, aperto sportelli alla ricerca di qualcosa che mi facesse rapidamente digerire senza successo. Per poi cercare  ristoro nell’accendere il cellulare e mettermi a scrivere. 

Cercare, non trovare. Il mal di pancia non mi è passato. 

Perché scrivere fa bene ma non fa miracoli. A volte i mal di pancia restano ma descrivendoli li circoscrivi, li tieni sotto controllo, sei tu a gestirli. Non soccombi. Un buon motivo per scrivere non tutti i giorni, ma di più. Qualcosa che ad un buon amico non può sfuggire. 

Buona giornata. 

Un pensiero riguardo “Ma ultimamente scrivi di più?

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...