Mica piove sempre

  Ieri mio fratello con un suo amico falegname sono venuti a casa a riparare un danno subito da una libreria, che ho in sala, dopo il passaggio di due tecnici che volevano muscolarmente arrivare ad una presa.

Sono stati magnifici (!). Mi hanno rimesso tutto a posto, fatto un tassello per arrivare alla borchia che mi serviva libera, e aggiustato anche gli sportelli dell’armadio di Marco, in parte divelti a causa del suo costante ritardo in uscita.  

Poi ci siamo presi un the e Gaetano, l’amico di mio fratello, padre separato, parlando di figli, mi ha dato il punto di vista dell’altra parte. E mi ha detto che dovevo smetterla di pensare di controllare tutto. Che non aiuta a crescere nessuno. Che la vita di mio figlio è sua, non mia. E che si impara a vivere anche pagando il prezzo di scelte sbagliate. E che il padre deve avere spazio per esprimere la sua genitorialità. 

Può darsi che abbia ragione lui. Ma mi chiedo, e questo vale anche per le mamme non separate: quante volte abbiamo lasciato spazio perdendo solo tempo? Quante volte ci siamo fatte autocritica, abbiamo fatto un passo indietro in attesa che l’altro genitore si esprimesse, e abbiamo poi dovuto recuperare solo il tempo perso? 

E comunque in generale perché bisogna lasciare spazio? Perché a noi viene normale occuparne e all’altro no? Perché bisogna aiutarlo, agevolarlo, metterlo in condizioni di… Perché il lavoro fuori casa dei padri è sempre più impegnativo di quello delle madri a prescindere da ruoli e contenuti? Perché le madri mettono i figli davanti a qualsiasi capo o impegno (mediando ovviamente, non fregandosene) e i padri no? Perché se non lo fanno sono additate dalla società come inadeguate mentre per i padri la mancata presenza è riconosciuta come statisticamente normale? 

Lo so, ora fioccheranno i commenti di quellI che diranno che per loro non è così. E’ evidente che ci siano eccezioni come in tutti i fenomeni ma il risultato complessivo cambia poco.

La cosa più antipatica è che dopo che ti impegni, fatichi, cerchi di parare arrivando allo stemo, tu sei la rompicoglioni mentre il padre sì che li capisce. E a quel punto esprimi il peggio di te meditando vendetta. La peggiore, fermarsi in attesa che l’idillio finisca alla prima necessità.

Ma la cosa più antipatica per me, in realtà, è che questa immagine non mi piace proprio. La rompicoglioni che si lamenta del figlio e del padre è da sitcom di quarta categoria. Da vera sfigata. E non mi ci sento proprio a mio agio. 

L’alternativa, forse ha ragione Gaetano, è prendere coscienza che non si può controllare tutto, che l’altro genitore può e deve interpretare, come ritiene, il suo ruolo e prendersi le sue responsabilità. Ed il figlio pure. E aggiungo, respirare. Ricordarsi sempre di respirare.

Quando li ho salutati e ho ringraziato sorpresa soprattutto Gaetano che non ha voluto nulla per le riparazioni mi ha risposto: ‘perché ti stupisci? Mica piove sempre…’

Silenzio. Sipario.

Buon fine settimana! 
Il disegno è di Roberto. E non è arrivato fuori tempo massimo, come pensa lui. Ancora una volta è arrivato prima di me. ❤️

11 pensieri riguardo “Mica piove sempre

  1. Bianco, nero e tutte le sfumature di tutti i colori; questo ci offre la vita ogni giorno. Ciò che più mi stuzzica quando leggo quello che scrivi è la tua capacità di interrogarti, risponderti, trovare percorsi nuovi per approcciare lo stesso tema. Metterti e metterci in discussione. Ed è un regalo: un esercizio che quotidianamente aggiunge sale alla vita. E, a volte, gli cambia anche umore e direzione. Buon we amica mia

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  2. Sarei un padre di quelli che costituisce eccezione ma mi hai tarpato le ali in partenza, dicendo che sì lo so che esistete ma il risultato complessivo non cambia. Allora mi limito a dire che la libertà è il valore più importante perché da quella scaturisce tutto il resto. Se non c’è libertà non si cresce, non s’impara, non ci si incuriosisce della vita, della gente, delle cose.
    Ho lasciato i miei figli liberi di agire e di commettere errori prendendo solo il minimo di precauzioni, sicuro che una volta presa la musata, avrebbero imparato.
    Abbiamo avuto pochi acquazzoni e tutto sommato davvero fugaci.
    Buona domenica! 🙂 Piero

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    1. Ciao Piero. Sono per la libertà e l’autonomia ma anche per l’indirizzo. Dipende dall’età, dalla maturità, da dove vivi. Il mio post si riferiva più alla responsabilità dei genitori. Al fare ciò che si deve e non si può demandare ai figli. Di quella presenza necessaria (potrei fare mille esempi) che i padri spesso demandano alle madri in virtù di impegni irremovibili… Era un post che esprimeva stanchezza di sentirsi il mondo sulle spalle. Di trovare un confronto per risolvere, discutere, capire la strada più giusta. Pensare insieme perché se anche non si sta più insieme, i figli restano valori comuni. Buonanotte e grazie per il tuo tempo.

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      1. Il mio punto di vista non si discosta dal tuo. Anzi, per certi versi lo ribadisce. Il mestiere di genitore non è facile e non te lo insegnano. Forse, al massimo, puoi tentare di imitare un modello, ma nulla di più.
        Perciò la mia scelta è stata la combinazione di una libertà seguita con discrezione, con dialogo aperto e franco.
        Ancor oggi, i risultati non sono completi bensì in itinere. Quindi non mi sento di affermare che sia una ricetta magica, né posso vantarmi di essere stato più presente di altri.
        Certo non si può far finta di nulla e trasferire tutto sulla madre. Questo è fuori discussione per i giusti motivi che evidenzi.
        Grazie del tuo tempo e dello scambio di idee. 🙂
        Buonanotte a te. 🙂

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