Adolescenza canaglia 

dubbioIn un paio d’anni la relazione con mio figlio si è fatta più complicata. Discutiamo  su qualsiasi cosa: dalla negoziazione sul tempo di studio e quello di svago, al menù della cena,  all’abbigliamento che è estivo pure d’inverno, a me che con una raccomandazione per ogni occasione, gli sembro, e mi sento, una vecchia rimbambita. Confronti estenuanti che finiscono quasi tutti con lui che urla ed io che gli chiedo di non farlo perché mi manda ai pazzi e che per chiudere gli mollo una punizione. Mezz’ora, un’ora di (fantastico) silenzio e poi lui si ri-affaccia per chiedere una revisione della pena argomentando a suo favore tutto ciò che è successo. Due minuti e i toni si alzano nuovamente e si ricomincia. Il ‘no’ non è mai ben accolto anche quando abbia delle ragioni evidenti. L’unica parola in grado di chiudere il contenzioso sarebbe il ‘sì’ che io però, come ogni genitore che decida di non abdicare al suo ruolo, non mi posso permettere. Perché se fosse stato ‘sì’ lo sarebbe stato subito o comunque dopo un primo confronto. Dargli la vinta dopo un combattimento strenuo, sarebbe come dirgli che ha trovato un percorso di successo che intraprenderebbe poi ogni volta, certo del risultato. Un attentato vero alla mia qualità della vita, già compromessa non poco. Poi fortunatamente arriva il momento di andare a dormire e fortunatamente abbiamo l’abitudine di non prendere mai sonno ‘litigati’. La tregua notturna che rifocilla è un’abitudine che ha istituito lui e che spero, davvero, non perderemo mai.

Ovviamente la mattina si ricomincia da subito con ‘è tardi svegliati..’ e i ‘5 minuti…’ che durano mezz’ora. Il ritardo in uscita da casa, potenziale ritardo in entrata a scuola, e a catena tutto il resto che non va. E io che arrivo in ufficio già stanca.

Mi sono chiesta e continuo a chiedermi cosa sia che mi fa tanto arrabbiare e perdere la testa. Sicuramente essere continuamente contestata. Vedere uno che ha l’autonomia di un gatto casalingo, a cui piace cibo in scatola e cambi la lettiera, che si sente un leone e ti guarda e ti parla come se lui stesse avanti mille anni luce rispetto a te. Che vede in te un pungiball su cui scaricare l’energia in eccesso che non trova un canale in cui essere convogliata. Che non si applica, che trova scorciatoie, che in certi momenti ti sembra lo specchio del tuo insuccesso come genitore. Ecco probabilmente quello che da più fastidio, e mi permetto di parlare più in generale, è una qualche mancata corrispondenza rispetto alle nostre aspettative: non è abbastanza educato, studioso, affabile con i nostri amici o con i parenti, gentile, di sinistra o di destra, sportivo, simpatico… Tutte cose che non ammetteremo mai di pensare perché le abbiamo vissute, chi più chi meno, come figli ripromettendoci che non l’avremmo mai pensato da genitori. E invece eccoci qua.

Soluzioni? Non ne ho. Forse accettare che il confronto serrato sia un passaggio necessario anche solo per insegnare ai nostri figli a portare avanti le loro idee con forza e determinazione. Ma, forse, anche fermarsi, ogni tanto, a guardare questi piccoli uomini e donne con l’occhio dei nostri 14/15 anni. Allora ci sarebbero sembrati fighissimi e i loro genitori dei gran rompipalle. E anche ricordarci cosa pensavamo di  quelli che piacevano tanto ai nostri genitori. Non è una soluzione ma ogni tanto fermarci e riderci su, farà bene a loro, perché saremo un po’ più indulgenti ma anche e soprattutto a noi, per abbassare una tensione che a volte cresce in modo eccessivo. Trascinata in su anche da stanchezza e preoccupazioni esterne che nulla hanno a che fare. E poi come sempre, respirare. Respirare. Che fa sempre bene a prescindere.

Buona giornata.

E come al solito il disegno di Roberto, sintetizza egregiamente il mio blaterare. ILY Roby!

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16 pensieri riguardo “Adolescenza canaglia 

  1. Periodo conflittuale questo, un passaggio che mette a dura prova carattere e pazienza. Un pò d’indulgenza e una sana risata servono per stemperare malumori e tensioni e ci guadagna tanto la salute!
    Neppure io ho soluzioni da donarti però un abbraccio forte ci sta tutto! ❤

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  2. Ci sono cose della mia bipede che mi mandano in bestia: una fra tutte il suo disordine. Con gli anni e a fatica ho imparato a non guardare più nel suo armadio….Ora ha 18 anni e qualche cosa di meglio si intravvede! Un abbraccio

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  3. Pensa che io questo rapporto conflittuale con mia madre non l’ho avuto in adolescenza, ma ce l’ho ora che ho 25 anni. Sarà perché con l’università ho provato cosa significa vivere da soli e ora la convivenza è diventata stretta. Abbiamo dei ritmi di vita diversi, lei ad esempio vuole cenare alle 19 in punto, io non ho fame fino alle 21. Lei è mattiniera, io notturna.
    Quello che non riesco a farle capire è: “non è perché faccio le cose diversamente da te, che allora sono sbagliate”.
    Tuo figlio sta incontrando ora l’esigenza di spazi tutti suoi, di suoi ritmi, di provare a buttarsi nel mondo. Non lo sa nemmeno lui, ma probabilmente vuole sbagliare per conto suo, e allora sarà importante il “te l’avevo detto”del genitore.
    Insomma, lascialo sbagliare, alle volte tacendo quando vorresti dirgliele dietro di tutti i colori, ma tienilo d’occhio costantemente. Sono certa che un giorno ne riderete. 🙂

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    1. Ciao cara. Chissà perché questo commento si era incastrato da qualche parte nei meandri di wordpress. Lo leggo ora e ti sono grata, proprio oggi di più, per quello che hai scritto… Grazie per il tuo passaggio leggero e solidale…❤️

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