Riflessioni genitoriali sulle esperienze agonistiche filiali.

Due settimane e qualche giorno di ferie sono troppo poche. Se poi 11 giorni li passi ostaggio di un maneggio in Inghilterra e tu non cavalchi, non sono poche, sono niente. Non c’è dubbio che vedere Marco, Leonardo, Roberto e tutti gli altri ragazzi partiti dall’Italia per confrontarsi, in team o individualmente, con concorrenti di tutta Europa, è stata una grande indimenticabile emozione ma altrettanto indimenticabili resteranno un’ora all’andata e una al ritorno per raggiungere il luogo del contendere in una macchina comoda come un toboga, il freddo, la pioggia, il cibo killer, le birre scolate per noia e intere giornate ad aspettare il momento della gara con le scarpe nel fango e gli occhiali bagnati. Perché non c’è dubbio che il vero sport estremo sia fare il genitore di un atleta. Ci vuole pazienza, determinazione e anche saper entrare in armonia con quel mondo scelto dal figlio che non sempre ci appartiene. Nel mio caso per nulla. Nè nel contenuto, visto che i cavalli non mi sono familiari, né nello spirito della competizione, avendo sempre erroneamente pensato che l’importante fosse solo partecipare. La verità è che i figli sono altro da noi. Ed il mio, forse anche di più. Ma vale sempre la pena di impegnarsi per coglierne l’essenza e sostenerne passioni e desideri, anche se lontani dai nostri. Anche e soprattutto quando appaia che non gliene importi nulla, che anzi, addirittura, gli dia fastidio che ce ne occupiamo. Perché oltre agli effetti benefici sulla ingrata prole, esperienze come queste offrono eccezionali momenti (nel senso che mai ne abbiamo) di stasi per riflettere in solitudine ma anche per incontrare persone con belle storie che non avremmo potuto conoscere altrimenti. 

Ed è per questo che, alla fine, non posso che ringraziare Marco e subito dopo i miei compagni di avventura: atleti umani e pelosi, allenatori in servizio e in vacanza, genitori accoppiati e scoppiati ed eroici fratelli, con l’augurio di rivederci presto… ma non troppo! 😜

Il selfie al maneggio è opera del mitico Roberto! ❤️

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