La manovra (segue da Barcollo ma non mollo)

Ieri sera sono andata dal magico otorino e mi ha spiegato (o meglio io così ho capito) a cosa sia dovuto il disagio che stavo vivendo: nel labirinto delle nostre due orecchie abbiamo tanti sassolini (otoliti) che con il loro peso determinano il nostro equilibrio. Succede che questi sassolini ad un certo punto si stacchino e si sciolgano nel liquido che lì si trova per lasciare progressivamente posto a nuovi sassolini. Questo è come dovrebbe andare. Come succede anche in altri campi, c’è sempre qualcuno che non segue il processo e se un sassolino si stacca finendo laddove non c’è liquido, la posizione anomala determina un’alterazione del peso dei sassolini e quindi dell’equilibrio con effetto vertigini e nausea. La manovra meccanica, che prevede dei semplici movimenti guidati, reinstrada il sassolino ribelle verso il suo destino ristabilendo l’equilibrio e la scomparsa dei terribili effetti collaterali. Nella maggior parte dei casi tutto si risolve con una sola manovra. Senza manovra comunque passa lo stesso con il tempo ma ci vogliono intorno ai 60gg. Dopo la manovra per evitare che il sassolino riprenda una posizione sbagliata, si consiglia per il primo giorno di tenere ferma la testa per evitare movimenti bruschi e di dormire la prima notte sollevati da 4-5 cuscini.

Finita la parte Luciano Onder, che aveva peraltro ben sintetizzato ieri Andrea Rubera, e che può essere utile a chi legge, torniamo a me.

Fatta la manovra, dormito come suggerito, stamattina il test di verifica è stato quello di alzarmi di scatto, girarmi a destra e sinistra ‘per vedere l’effetto che fa’ e che dire? Che la prova Raffaella Carrà ha dato esito positivo… tutto sorprendentemente scomparso. Oggi sarò un po’ stonata ma tutto come previsto. Sono felice e sicuramente meno confusa di ieri.

Se posso dire è anche una bellissima metafora. A volte le cose vanno storte perché l’ingranaggio si blocca. Pensiamo a scenari tragici, ci disperiamo, perdiamo la lucidità non sappiamo dove sbattere la testa per poi scoprire, affidandoci e fidandoci di un professionista e prima ancora di chi ci vuole bene che si prende l’incombenza e la responsabilità di guidarci, che si tratta di un’inezia che rimossa fa tornare il sole e il sorriso. E quindi un grazie di cuore ad Ale la risoluta e a Paola da cui è venuto il suggerimento del metodo e del professionista a cui rivolgermi (non ne sbaglia uno). Ma anche grazie a me che mi sono fidata perché questa, di solito, è la parte più difficile per tutti. Ovviamente l’otorino si conferma magico come descritto.

A dire il vero ci sarebbe anche una seconda metafora da cogliere, quella dei sassolini (che sono maschi altrimenti li avrebbero chiamati pietruzze) che, finita la loro funzione, non vogliono farsi da parte e lasciare spazio a quelli nuovi e non schiodano se non forzati, che tanto ricorda il nostro Paese ma è tanto meno bella della prima che possiamo anche farne a meno.

Da oggi però ho imparato una grande verità (terza metafora): un sassolino nella scarpa ad uno nell’orecchio je spiccia davvero casa ma entrambi possono essere rimossi con estrema facilità. Dipende solo da noi.

Che abbia inizio il fine settimana.

7 pensieri riguardo “La manovra (segue da Barcollo ma non mollo)

  1. Mi sono fatta trascinare dai tuoi “racconti”, pennellate lucide, divertite, vere, capaci di dare una “lezione” di vita quando siamo un po’ giù di morale. Grazie Marussia. Ho ritrovato un amica e una grande donna! Patrizia

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