L’anno dell’Ariete

C’è stato un lungo periodo in cui ogni anno mi convincevo, senza minimamente tenere conto di ciò che riportavano astrologhi e cartomanti, che fosse l’anno dell’Ariete, il mio segno zodiacale. Era il primo abbozzo di quello che sarebbe stato il mio approccio di vita, ovvero che nell’ambito del governabile, tutto è possibile se ne sei convinto e lo desideri davvero. Che vuol dire vivere, finché non si realizza l’obiettivo che ti sei posto, in una certezza solo tua con la spada di Damocle sulla testa e con gli altri che, nel migliore dei casi, ti guardano con tenerezza e nel peggiore, ti additano come un cazzaro o peggio un arrogante che pensa di essere un fenomeno. Però non c’è volta che il metodo fallisca. Perché se ci si butta davvero con cuore e cervello, può succedere di non raccogliere tutto l’auspicato, ma la sostanza si ottiene e come. E non per caso ma per volontà e determinazione. E perché continui a funzionare nel tempo, ogni volta che arriviamo alla fine di un percorso, è sempre importante ricordare i momenti difficili in cui abbiamo rischiato di mollare ma anche che non lo abbiamo fatto: per rafforzare dentro di noi la consapevolezza di questo potere ed essere capaci di affrontare ogni successiva sfida con minore incertezza.

Tornando agli anni di cui sopra, sono stati tutti anni dell’Ariete. E anche quelli dopo. Sono sempre tutti anni miei ma anche, a dire il vero, di tutti gli altri segni zodiacali. Perché il metodo vale anche per superare gli insuccessi e i momenti difficili. Per rialzarci dopo le cadute. Che ci sono e per tutti. Soprattutto per chi le nega. Rialzarsi è fatica vera, anche perché gli strumenti di recupero non sono equamente distribuiti, ma offre le più grandi soddisfazioni. E quando ci si rimette in piedi nulla, almeno di umano, può più fermarci.

Il mio augurio è che crediate (se non lo avete mai fatto vi sentirete dei folli ma vale la pena) che il 2019 sia davvero il vostro anno, a prescindere da Mercurio e Saturno, e che riuscirete a portare a casa quel qualcosa di importante e straordinario, piccolo o grande, che desiderate davvero. E a dicembre prossimo tiriamo le fila dell’esperimento (senza barare). Non auguri ma forza!

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