Senza parole

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Credo che la cosa più importante che sto imparando, avendo Rocky accanto, è ad abituarmi a comprendere qualcuno senza il bisogno di parlare. Ad individuare ciò che è. A non poter contare sulle parole per capire meglio. Ma anche a difendermi dalle bugie: quelle altrui ma anche soprattutto dalle mie quando interpreto diversamente, forzo, quello che mi viene detto perché non mi piace. Quando mi sistemo le cose per renderle più accettabili.

Lo sto imparando da Rocky perché il cane non bara ma non posso farlo neanche io con lui. Il cane esprime esattamente cosa vuole senza mentire riuscendo a farsi capire benissimo. E da parte mia voglio e devo capirlo e non posso certo far finta di non averlo fatto.

Che proprio riflettendo su questa semplice osservazione, mi sono tornati in mente tanti momenti della mia vita in cui pur avendo capito tutto al di là delle parole, chissà perché ho preferito affidarmi al rumore invece che al silenzio. Che non voglio sopravvalutare la verità a tutti i costi ma solo quella che ci consente di prendere una strada invece di un’altra. Perché oggi mi è chiaro che la pancia è assai più sveglia del cervello. Che quella non la freghi. Che è solo vittima di un pregiudizio che l’ha relegata ad un ruolo inferiore ma meriterebbe di più. Che non vuol dire non credere per definizione alle parole. Vuol dire ascoltarle insieme alle vibrazioni. Vuol dire metterle sullo stesso piano. Vuol dire percepire le dissonanze e accoglierle per decidere il meglio per noi. Che solo da questo si può partire per stare bene. Che non è egoismo ma un segno d’amore verso noi stessi. Il primo, l’essenziale, l’unico da cui si può partire, perché sia autentico quello verso gli altri. Che non è un luogo comune, è la verità. Perché se così non è, possiamo parlare di desiderio di riscatto, di àncora di salvezza, di paura di restare soli, di riconoscenza verso qualcuno che si cura di noi ma non di amore. E quando parlo di amore non è solo quello tra un uomo e una donna. Anche tutto quello con e tra tutto il resto. Quello di cui Rocky, peraltro, è segno e moltiplicatore.

Buona giornata! – 3 a Natale…

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