17 maggio – terzo giorno di esperimento

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Il terzo giorno il telefono è rimasto a lungo acceso per avere notizie delle gare del figlio ma con la segreteria sempre attaccata. Messaggi e notifiche sono continuati ad arrivare ma non ho letto nulla. La disintossicazione sta facendo il suo effetto. Comincio ad avvertire la sensazione che il mio rapporto con il cellulare è cambiato, per sempre. Rigoroso o meno l’esperimento mi ha fatto capire molte cose. Tra tutte che poter comunicare a distanza mi rende sicuramente più libera. Che poter accedere alla banca o pagare le bollette, ovunque sia, è comodissimo e mi fa risparmiare tempo. Che poter avere una risposta quando la cerco e non dover aspettare di tornare a casa mi può cambiare una giornata. Che posso ritrovare qualcuno che ho perso cercando su Facebook. E che tutto ciò è irrinunciabile. Ma ho anche capito che tutto questo tempo risparmiato e questa libertà conquistata non può essere reinvestita completamente sullo stesso mezzo. Perché ci sono migliaia di cose più utili e interessanti da fare. E soprattutto che quando sono in vacanza è più divertente chiedere un’indicazione che affidarmi a google map. Fermare qualcuno per una foto che farmi un selfie (a meno che il selfie non sia di gruppo e diventi un gioco). Lasciare il cellulare nella borsa quando mi fermo in qualche locale, guardare il meraviglioso mondo che mi circonda e magari farci anche due chiacchiere. Perché riscalda e riconcilia.
Bilancio del terzo giorno.
Crisi di astinenza
: medio-bassa. Non c’è cosa più bella che tornare ad avere il controllo (ovviamente quando non si tratti di sentimenti).
Sgarro: più di uno ma non ricordo e a questo punto non ha importanza. Si va verso una progressiva guarigione. Unica attenzione sarà quella di non sottovalutare le possibili ricadute.
Praga: oggi isola di Kampa e poi con la funicolare sulla collina di Petrin dove ci siamo fermate a mangiare pollo arrosto – riparate da pioggia e freddo sotto un gazebo con addosso dei colorati pail a disposizione – di fronte ad una vista da togliere il fiato. Pomeriggio shopping sotto una pioggia battente. E per finire cena in un locale cubano consigliato da un caro amico praghese. Piacevole serata, anche danzante, con divertenti manager finlandesi che ci hanno sorpreso con un insospettabile mood latino. E domani si torna a casa per i bilanci finali.

15 maggio – primo giorno di esperimento

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Sull’aereo intorno a mezzogiorno, in presenza di testimoni, spengo il cellulare promettendo di non utilizzarlo fino a fine vacanza con l’eccezione, ovviamente, delle chiamate a figlio e genitori. Scesa dall’aereo cerco soprappensiero il cellulare per accenderlo e mi ricordo dell’esperimento. Immediata crisi di astinenza dopo sole due ore di mancato utilizzo che cresce fino alla prima chiamata al figlio all’uscita di scuola a metà pomeriggio. All’accensione, nel tempo di fare il numero, si scaricano: 50 mail, 30 messaggi whatsApp, 2 sms e 8 notifiche FB. Parlo con lui e chiudo senza leggere nulla ma non nego che, visti tutti insieme, gli stimoli di comunicazione pervenuti mi fanno un certo effetto. Inserisco la segreteria e la modalità aereo e il cellulare diventa la mia macchinetta fotografica alla conquista di una magica Praga. Di tanto in tanto sento la mancanza della condivisione social, just in time, di quello che vedo ma comincio ad apprezzare l’idea di un temporaneo taglio con il mondo. Alle 21:30, prima di andare a cena, chiamata a casa e nuovo scarico. Le mail sono diventate 152, i messaggi whatsApp 96, 15 le notifiche FB, 4 gli sms. La curiosità c’è ma non cedo. Solo ad uno che arriva in quel momento, e che quindi leggo, di un’amica preoccupata del dove fossi rispondo velocemente.
Bilancio del primo giorno.
Crisi di astinenza
: medio-alta resa resa ancor più acuta dal vedere le mie due compagne di viaggio che non hanno smesso un attimo di interagire col mezzo (pure Alessia!).
Sgarro: invio n. 1 sms, occhiata al blog, richiesta ad Alessia di leggermi l’ormai per me imperdibile oroscopo settimanale di Rob Brezny dal web pubblicato oggi.
Praga: arrivate all’aeroporto ci vengono a prendere. Arriviamo all’appartamento. Molto grande e bello attaccato a Ponte Carlo. Ci sistemiamo e alle 17 siamo in giro per la città. Subito rapite dalla sua magia. Ma anche da dolci caldi, prosciutto (di Praga) e patate e crauti che vendono per strada e sui quali ci tuffiamo curiose e affamate. La luce è quella calda delle giornate lunghe. Intorno a noi musica, i colori e i suoni di una celebrazione religiosa sul ponte, i palazzi che sembrano usciti dalle favole. Il castello con la sua cattedrale che sovrasta tutto. Cena in un ristorante tipico. Il cameriere è carino e ci coccola. Gran bella accoglienza.

Il buongiorno del 15 maggio

Negli ultimi mesi ho accumulato un numero di ore a stretto contatto con il cellulare davvero eccessive. Uno scambio continuo tra me e il mondo, senza soluzione di continuità, attraverso voce, tasti e video. Amo la tecnologia che rende possibile comunicare senza limiti. Che ci connette agli altri. Che avvicina. Che permette di gestire meglio il tempo. Che fa toccare le anime anche a distanza di chilometri.
Ma ho davvero ecceduto. E ora ho bisogno di arieggiare il cervello. Ho bisogno di silenzio. Di voci non mediate da microfoni e auricolari. Di non leggere e interpretare mail e messaggi, di cuore o di lavoro. Di non avere schiacciato su una guancia o illuminato davanti agli occhi quello che è diventato un piccolo mostro da alimentare in continuazione, reso ogni giorno più potente dalla concentrazione su di sé di ogni relazione. Compresa quella con la Banca e l’Acea. E di saper trovare risposte a ogni cosa: dalla strada più veloce alla ricetta della torta di mele.
Stacco per 4 giorni e mi godo il mondo di prima mano. E per legge del contrappasso, per consentire la mia reperibilità in caso di emergenza, ho lasciato il telefono di Alessia. L’unica vera domatrice di cellulare che conosco. Che da sempre risponde quando vuole e non quando squilla. Che da sempre è capace, senza alcun rimorso, di lasciarlo senza energia nei meandri di una borsa o in tasca a qualche giacca abbandonata.
E al ritorno non recupererò affatto il tempo perduto. Sarà perduto e basta. Non voglio soccombere ad alcuna rincorsa che possa inficiare i benefici di questa non prova ma guerra di indipendenza. Prometto una relazione dettagliata a fine esperimento per chi vorrà provare. Anche senza Alessia!!!
Buongiorno da oggi al 18 e buon fine settimana!
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