Occhi belli

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Occhi belli ti guarda in un modo, mentre ti parla, che, ogni volta, ti sembra di cadere nel vortice in cui cade Alice per approdare al Paese delle Meraviglie.
Occhi belli ha un modo di produrre parole lento. Con un tono che non sottolinea in nessun modo quel che ti sta dicendo. Perché ad Occhi Belli non piacciono i fumi colorati e i fuochi artificiali. Occhi Belli ama i contenuti. L’essenziale.
Occhi Belli dice di essere timido ma la realtà è che non ama concedersi con facilità. Tiene a distanza. Si preserva. Vuole capire prima di aprire le porte della sua esistenza.
Conquistare Occhi Belli è un bellissimo gioco in cui ad ogni manche si avanza una casella senza sapere quante ce ne siano ancora davanti. Ma non importa. Anzi forse è proprio questo il bello del gioco.
Non ho mai visto il sole o la luna con Occhi Belli. Solo il neon. Eppure quando mi ha detto che trova bella la mia umanità sono riuscita a toccare, per un piccolissimo istante, il cielo che li contiene.

Ci sono incontri che non hanno un destino. O forse non ne hanno uno solo. Ma anche qui, anzi proprio qui, più importante della destinazione, è sicuramente il viaggio.

Il disegno ispirato dal post è di Roberto Luciano.