Il buongiorno del 26 febbraio

Qualcuno mi faceva notare che non essere sempre in linea, non rispondere subito a un qualche stimolo di comunicazione scritta può essere oltre che una scelta, un’ottima scelta. Che questo essere sempre disposti al botta e risposta immediato o al confronto mediato da faccine a spiegare meglio i toni e le intenzioni, può essere rifiutato scientemente per dare maggiore valore allo scambio. Che rimandare il confronto ad un istante in cui sia possibile realizzarlo de visu può essere di maggiore soddisfazione. Posizione Interessante. Condivisibile. Anche vera.

Come è vero, però, che questo vale quando ci si conosce reciprocamente. In questo caso l’assenza di parole non imbarazza ed anzi è il termometro dell’armonia che si ha con l’altro. In tutti gli altri casi il silenzio che stronca un approccio o un flusso non parla e, se parla, allontana. E a volte è un peccato (a volte no!). Però voglio provare. Comincio con il ritardo del buongiorno di questa mattina. Un affettuoso buongiorno… in ritardo!

Il buongiorno del 9 gennaio

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Un giorno a settimana mio figlio va dal padre e ho una serata tutta per me. Ieri sera, in alternativa alla proposta di un cinema, ho preferito restare a casa per godermi il silenzio e stirare. Davvero una bellissima idea. La prossima volta devo ricordarmi di provare il cilicio. Un ascetico buongiorno!

Guardare avanti

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C’è un gran silenzio intorno a me rotto solo dal ronzare dei pensieri nella mia testa. Oggi mi manca tanto il mio noioso comfort. Non tornerei mai indietro ma mi manca. Guardare avanti è una bellissima frase ma con implicazioni assai faticose. Usare una sdraia aiuta.