Le storie che non iniziano

Tante cose si sono scritte su quando finisce un amore. Non molte su quando non inizia. Parlo di quelle storie a cui non tocca un futuro. Quelle storie in cui le anime si sono toccate e riconosciute. E in cui non c’è stato bisogno di parlare per dirsi che era così. Un così che comunque non ha contato. Di quelle storie impossibili di un minuto, un’ora o 5 giorni che non si sono concesse al tempo e per questo, incorrotte dal quotidiano, restano nel cuore per sempre sulla fiducia. Intonse, lucide, brillanti. Mica come le storie vissute con i loro successi e le loro ferite, rovinate dal tempo e dalle intemperie.
Per come sono fatta, vivo di default senza farmi domande, il non vissuto non mi appartiene, capisco e rispetto il non vivibile ma credo che ci sia sempre una via d’uscita. Da trovare rigorosamente insieme.
Sono le favole ad averci rovinato. Quelle favole in cui è sempre l’uomo a salvare la principessa e a trovare soluzione alla ricomposizione di una relazione. Vedi il bacio del principe di Biancaneve o la ricerca di Cenerentola attraverso la scarpetta. Finzioni che hanno alterato le dinamiche del mondo creando inutili pressioni sui maschi e false aspettative nelle femmine. E non se ne esce. Gran peccato!

Il buongiorno dell’11 febbraio

Sabato porto il figlio a vedere Cenerentola. Alcuni miei amici mi hanno detto che non è così adatto per un maschio e si annoierà. Ecco spiegato perché le femmine continuano ad aspettare il principe più o meno azzurro, più o meno sul cavallo e quello non arriva. La favola i maschi non la conoscono. Convinti che per loro sia noiosa nessuno gliel’ha raccontata. Avoja ad aspettare! Buongiorno di pioggia!

Bisogna crescere…

Rileggevo il post su Cenerentola. Ma ti pare che a 46 anni sto ancora ad aspettare il principe azzurro? Alla mia eta’ sono ridicola…. un Re devo cercare!!! Ma quando mi decidero’ a crescere…..?!?

Cenerentola o Biancaneve

In questi giorni mi sento parecchio Cenerentola nel periodo buio. Come dicevo ad un amico, sempre meglio di fiammiferaia ma, comunque, in un ruolo parecchio stressante. Ci sono, in tutti i campi, matrigne e sorellastre da gestire, lavori pesanti da portare avanti e le soddisfazioni scarseggiano. Di fate neanche l’ombra, i topi sono topi ed il massimo della trasformazione possibile con la zucca è il risotto. Senza parlare del fatto che sono avezza a perdere chiavi e portafogli ma non le scarpe e che i principi sono tutti fuggiti insieme ai cervelli mentre restano imperterriti gli ex mariti. Quasi quasi dirotto su Biancaneve. Un morso di mela e giù in un sonno profondo… almeno mi riposo.