Principesse e principi

L’altro ieri ho pubblicato un post in cui parlavo delle favole, come Cenerentola e Biancaneve, che ci avevano rovinato la vita sedimentando in ognuna di noi l’idea che, a prescindere fossimo diventate astronauta o esperte di fisica nucleare, prima o poi sarebbe arrivato un principe a salvarci dalla tempesta della vita. Molti i commenti da parte del genere femminile. Tutte concordi nel sottolineare la delusione rispetto a tale aspettativa, alcune ne hanno attribuito la responsabilità ai maschi poiché incapaci di incarnare l’ideale, mentre altre hanno riscontrato il problema negli stereotipi sociali che ci hanno impedito di vivere liberamente le relazioni senza ruoli precostituiti. Detto che mi trovo più in quest’ultima lettura, la cosa più divertente sono stati, però, i commenti off line dei miei amici che si sono molto risentiti dei giudizi severi delle signore che li hanno descritti come traditori di sogni, che mi hanno detto che se è brutto aspettare un principe che non si palesa, dover essere messi costantemente alla prova rispetto ad un ideale, non è certo più gradevole. E che è davvero assurdo che le relazioni debbano essere misurate su presupposti di pura fantasia quando già da sola la realtà è così difficile da sostenere. Lo hanno detto a me off line per evitare la bagarre. E forse il problema è tutto qui: le principesse e i principi raramente si incontrano. Ancora più raramente si parlano.

Mi faccio uno shampoo

Ieri ho fatto due chiacchiere con Roberto che poi nel pomeriggio mi ha mandato questo disegno accompagnato dal testo di Gaber. Direi che se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Buongiorno! ❤️

Una brutta giornata

chiuso in casa a pensare

una vita sprecata

non c’è niente da fare

non c’è via di scampo

mah, quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Uno shampoo?

Una strana giornata

non si muove una foglia

ho la testa ovattata

non ho neanche una voglia

non c’è via di scampo

devo farmi per forza uno shampoo.

Uno shampoo?

Scende l’acqua, scroscia l\’acqua

calda, fredda, calda…

Giusta!

Shampoo rosso e giallo, quale marca mi va meglio?

Questa!

Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve

sembra panna, sembra neve.

La schiuma è una cosa buona, come la mamma, che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco: una mamma enorme, una mamma in bianco.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.

Seconda passata.

Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora.

I migliori son più cari perché sono antiforfora.

Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve

sembra panna, sembra neve.

La schiuma è una cosa pura, come il latte: purifica di dentro. La schiuma è una cosa sacra che pulisce la persona meschina, abbattuta, oppressa. È una cosa sacra. Come la Santa Messa.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.

Fffffff… Fon.

Il caterpillar

Siamo cresciute con Cenerentola e Biancaneve e ancora a 50 anni rimaniamo male se il Principe, o meglio il Re ormai, non ci salva. Autonome, indipendenti, mandiamo avanti il mondo ma l’idea che ci sia prima o poi qualcuno ad occuparsi di noi, resta il sogno della vita. E non un qualcuno qualsiasi. Uno capace almeno all’inizio – a differenza dei suoi colleghi ormai avvizziti dalla vita – di farci vivere un film. Invito a cena, candele, tenerezza. Coccole. Uno che, sicuro dell’indubbio effetto, non sa neanche lontanamente in che casino si sta mettendo. Perché se c’è qualcosa di peggio di non saper alimentare sogni, è saperli alimentare e poi mollare, ad un certo punto o piano piano, soccombendo alle fatiche dell’ordinario. È come se il Principe dopo aver rintracciato Cenerentola grazie alla scarpetta sbuffasse e le dicesse: ma ‘ndo cazzo stavi?’ O anche il Principe di Biancaneve si lamentasse per il di lei alito una volta svegliata dal suo sonno. Qualcosa che la mente di una donna di mezz’età con l’imprinting delle favole infantili, non è proprio in grado di elaborare e quindi respinge con tutta la forza che ha (non poca). Con il risultato che da una parte rimane uno che fino a quel momento pensava di essere un uomo sensibile e affettuoso che neanche capisce cosa sia successo e dall’altra resta una che si sente tradita non in un’aspettativa ma nella madre di tutte le aspettative. La verità è che è difficile che ad un uomo, qualsiasi esso sia, venga di proteggere un caterpillar pure se il caterpillar glielo chiede in ginocchio. Perché semplicemente la fragilità del caterpillar non è credibile. Anche se è vera. Anche se nessuno ci crederà mai. A volte nemmeno il caterpillar.