Amore

Amore. Ieri c’è stata la cerimonia funebre per la scomparsa improvvisa di un amico della mia adolescenza, quel periodo in cui tutti ci sentivamo immortali e tutto sembrava possibile. Nell’omelia, il sacerdote ha attribuito ad amore, quello profuso senza se e senza ma da Pino per la sua famiglia e per i suoi amici, un’etimologia che, al di là della correttezza formale, offre davvero a questo sentimento il suo significato più alto. Amore come composto da ‘mors’, morte, preceduto da un’alfa privativa. Amore che vuol dire senza morte. Amore come ciò che non contiene la morte. Amore che sopravvive alla morte.

E ieri finita la messa, nel dolore palpabile, di centinaia di persone presenti, si parlava anche dell’amore che non muore. 

Sono miracoli che in pochi sono capaci di creare. Quelli che sorridono alla vita e che seppure non li vedi per anni, li trovi sempre così. Ed così te li ricordi da vivi, come no. Quelli da prendere ad esempio.

E che non puoi non ringraziare anche per questa ultima immensa lezione. 
  

In bocca al lupo Roby!

Oggi Roberto si sottoporrà ad un piccolo intervento.

Ieri gli scrivo dopo che mi ha dato la notizia con un messaggio incastonato a regola d’arte tra altre minuzie (per questo non subito colto!) e  gli chiedo, Sei tranquillo?, e lui, Insomma…  E allora passo alla voce e lo chiamo. 

Abbiamo parlato a ruota libera della bella giornata che si scorgeva dalla sua finestra al centro di Roma e che gli faceva ancor di più sentire la costrizione del temporaneo domicilio. Del fatto che in queste situazioni, dal momento in cui ti metti il pigiama, diventi altro rispetto all’uomo che qualche minuto prima è entrato in ospedale. Ma anche dell’atteso arrivo di suo fratello bello, quello che puoi fare qualsiasi sforzo ma vince sempre il confronto. Fratello bello che poi è arrivato e che da una foto che mi ha mandato (immagino il bello chiedersi il perché di questo invio…) capisco che gli somiglia davvero molto anche se lui continua a dire di no. 

Cazzeggio, pensieri, riflessioni, risate e come al solito qualche progetto editoriale di cui sognare. Insomma la nostra normale amministrazione. Almeno quella libera e intonsa. 

In bocca al lupo amico mio. Vedrai che questa giornata passerà presto. 

Il post aspetta di essere illustrato. Rimettiti in forma prima che puoi. Grande affettuoso tifo per te! Daje! ❤❤❤

Ingiustizia, solidarietà femminile e altre amenità 

solidarietaSe penso a questi giorni, mi vengono in mente due sensazioni forti. Quella che mi provoca l’ingiustizia e quella opposta che mi regalano le donne.

Pensando alla prima, neanche anni di psicoterapia riuscirebbero a mitigare l’esplosione interna che mi provoca la sopraffazione, l’arroganza di chi posto in una posizione di potere ne approfitta per dare sfogo alla sua pochezza umana. E non potrebbero avere successo, non perché inefficaci ma perché non voglio. Perché desidero continuare ad oppormi con tutta me stessa a qualcosa verso cui troppo spesso per lasciar correre ci si è assuefatti. È una scelta. Perché ci sono battaglie che meritano di essere combattute (per me quasi tutte) a prescindere dall’esito. Perché hanno un esito in sè: vivere e non sopravvivere. Che considerando gli 80 anni e spicci di vita media a disposizione, non dovrebbe essere una scelta quanto una necessità.

Poi c’è la solidarietà tra donne. Quella che quando la provi non ce n’è per nessuno. Penso a mia madre, alle mie amiche da sempre o alle più recenti, alle colleghe, agli incontri, alle mie zie, alle mie cugine vere o a quelle scelte col cuore, alle mie cognate, alle mie nipoti e penso anche alle professioniste a cui in questo periodo ho affidato la mia anima in subbuglio ma anche a quelle che curano il mio corpo o i miei capelli. Ovviamente stiamo parlando di donne vere. Quelle che non hanno bisogno di imitare nessuno perché non sembrano, sono. Quelle con cui ti senti parte di qualcosa, ti senti squadra, ti senti che ci siamo noi ed il resto del mondo. Senza pallone. Senza calcetto.

A veder bene due regali. L’una per avermi fatto mettere a fuoco la seconda. Che c’era, c’è e ci sarà ma in certi momenti vale tanto di più.

Per completezza di informazione c’è anche lo tzunami emotivo che mi creano gli uomini: padre, fratello, ex marito, amici e Amore. Ma quello è un altro post. Anzi due, anzi tre, anzi quattro…

E Roberto stavolta si è davvero superato!