Gli striscioni

Questa mattina voglio parlare della libertà di espressione. In questa pagina parliamo un po’ di tutto e quello di cui vado più fiera è che, anche laddove, ci sono stati temi potenzialmente divisivi, ci siamo sempre confrontati con grande rispetto.

In questi giorni, durante questa importante campagna elettorale, sono stati requisiti alcuni lenzuoli stesi alle finestre che esprimevano opinioni di dissenso. Non è importante verso chi fosse il dissenso ma l’azione che ne è conseguita che mi ha fatto molto pensare. Da quando ho l’età della ragione non avevo mai visto nulla di simile e per la prima volta da quando esiste Facebook, prima di esprimere un’opinione sulla mia pagina personale, ho avuto un attimo di timore per le possibili conseguenze. È stato un attimo ed il timore è immediatamente passato ma quell’attimo mi ha fatto pensare a che mai fino ad allora avevo compreso nel profondo quanto sono stata fortunata a poter vivere la mia vita in uno stato democratico che, tra le garanzie importanti da offrire a tutti, ha messo in prima linea la libertà di opinione.

Non devo averla pensata così solo io, visto che, subito dopo, sui balconi e sulle finestre di diverse città italiane sono apparsi tanti lenzuoli che, con la fantasia che ci è propria, hanno espresso una condanna colorata e divertente ma ferma alla discutibile modalità con cui si è pensato di far tacere il dissenso. Quello che voglio dire è che, da qualunque parte politica stiamo, il bello è poter sempre dire la nostra. Non ce lo dimentichiamo. È l’eredità più importante che abbiamo avuto in dono.

Buona giornata!

Stiamo avanti

IIeri l’altro un’amica mi racconta un esilarante scambio con suo figlio poco più che decenne.

‘Mamma, Veronica mi ha detto se quando ci vediamo ci diamo un bacio’, ‘E tu che le hai detto?’, ‘Che non se ne parla, che mi fa schifo’, ‘E lei che ti ha risposto?’, ‘Che è proprio innamorata di me perché fa schifo pure a lei’.

Lo mando a Roberto e lui mi scrive, ‘Stupenda, comunque, come al solito, le femmine sono sempre un passo più avanti…’

Aggiungo solo che:

  1. quel passo in più resta tutta la vita e non si capisce perché, invece, si finisca per mettere sempre e solo gli uomini ai posti di comando in ogni dove;

  2. come dico a mio figlio, gemello diverso del protagonista, un giorno rideranno amaro ripensando a queste e ad altre occasioni perse.

  3. la risposta di mio figlio, nel suo caso riguardava il respingere una bambina che lo corteggiava senza successo, è che mi sbaglio. Che lui non si sarebbe mai pentito perché quel no era per sempre e di non farmi/ci illusioni.

  4. sappiamo che invece lo faranno eccome, e lo racconteranno finanche ai nipoti (‘c’era una che mi voleva sposare e io la respinsi…’ ‘nonno quanti anni avevi?’, ‘10’😂)

Buongiorno!☀️

Remise en forme (2)

E poi, dopo un inverno duro, durissimo, in cui spesso mi sono sentita sopraffatta da persone e eventi, è finalmente arrivata la primavera. Fredda, piovosa, che non sembra nemmeno primavera, e che quindi mi offre ancora qualche momento utile per completare la remise en forme.

La dieta procede bene, ho cominciato a camminare come se mi dovessi allenare per il cammino di Santiago (che poi a pensarci bene, è tanto che lo dico…), ho virato il rosso dei capelli su una tonalità ancora più decisa, la mia amica, mani di fata, si sta occupando, con fatica, di fugare l’odiata cellulite, ho ridato luce alle mani e, dulcis in fundo, domenica mi hanno regalato tre ore di relax in una SPA che, fosse per me, non sarei più tornata a casa. Perché va bene lo yoga, la mindfulness, la lettura, il teatro, il cinema e una mostra ma se una ‘mostra’ ti ci senti tu, il resto non te lo vivi mai bene abbastanza. Come mi ha detto un medico, a cui spiegavo la mia teoria del grasso che la cattiveria altrui ci appiccica addosso (😃): ‘ha ragione a prendersi cura di se stessa perché ogni giornata inizia sempre davanti ad uno specchio. E se quello che vediamo non ci piace, non inizia bene’. Facile e immediato, vale anche per il riflesso dell’anima non solo della faccia, ma è verità.

Non è facile decidere di riprendere la situazione in mano, soprattutto quando sembra un’impresa improba, ma la difficoltà sta solo ad iniziare. Poi quando i risultati cominciano a vedersi si innesca un circolo virtuoso che attenua la fatica. Da prevedere anche cadute intermedie ma l’importante è fissare l’obiettivo e volerlo raggiungere. Una volta tanto, mettendo al centro solo noi. Che all’inizio ti senti egoista e poi ci prendi gusto. Perché un altro effetto collaterale è che, se ti sottrai non per strategia ma perché davvero ti stai concentrando su altro, si smette di darti per scontata ed è una sensazione fantastica, che solo per quello varrebbe la pena di iniziare. Provare per credere.

Roberto stamattina si è superato.

Buongiorno! ☀️