Il buongiorno del 19 settembre

Credo nelle sensazioni. E ho imparato più che a riconoscerle a tenerne conto. Fino a poco tempo fa, infatti, ho dato più importanza alle dichiarazioni che alle sensazioni. Pensando che le prime tradissero meno delle seconde. E mi sono accorta di quanto non sia affatto così. Non si può giudicare di pancia ma almeno mettere sullo stesso piano pancia e cervello sì, si può. E dare fiducia ai propri sensori può aiutare, spesso, ad evitare situazioni spiacevoli. Ma per dare fiducia ai sensori ci vuole coraggio. Ovviamente non parlo di fare come quelli che chiamano sensazioni i pregiudizi. Parlo di ascoltare chi ci è accanto e quello che ci dice con tutti i sensi, non solo con l’udito. Di mettere in discussione le parole che ci vengono dette, più di quello che proviamo. Non è facile. Non solo perché gli altri si camuffano. Ma anche perché ci sono parole di cui abbiamo bisogno e, in certi momenti, pur di sentircele dire siamo disposti a credere a chiunque. Soffocando con determinazione qualsiasi vocina cerchi di metterci in guardia. E questo non vale solo per l’amore. Vale per tutto.
Mettersi in ascolto completo all’inizio è più faticoso ma, man mano che ci si allena, diventa naturale. O meglio torna ad essere naturale. E riserva sempre sorprese. Anche bellissime. Perché le parole possono coincidere con i fatti e perché funziona anche al contrario. Silenzi o parole distanti possono nascondere tesori inaspettati.
Buongiorno a chi si sveglia presto e a chi lo fa con più comodo.