Il buongiorno dell’8 ottobre

Mi sono svegliata perché sentivo freddo. Dormo ancora con una coperta di cotone e ho capito, stanotte, che non è più sufficiente. Il caldo sta finendo. Senza, peraltro, esserci mai stato seriamente nei mesi che solitamente lo ospitano. E questo, da sempre, è il periodo dell’anno che amo di meno. Per l’accorciarsi delle giornate. Per la temperatura che scende. Per l’inizio della folle corsa, sul lavoro e fuori, verso le feste natalizie. Per quel buio che via via sarà illuminato a giorno (artificiale) oltre che dalle stanziali luci dei lampioni, delle luminarie ma anche dai fari delle auto ammassati dal traffico nelle strade. Che mi mette tristezza. Da sempre. Perché rende ancor più netto il contrasto tra chi è felice e chi non lo è. Una tristezza provata indipendentemente dallo stato d’animo iniziale. Per capirci, provata anche quando tra i felici ci sono stata/sono anch’io.
Quando ero più giovane non vedevo l’ora che la brutta stagione finisse e si arrivasse prima possibile a marzo, mese della rinascita. Da qualche anno no, non più. Non si butta via nulla. Ho imparato a ritagliare, ad apprezzare le sfumature, a cogliere gli spunti. Anche del freddo. Anche del nero. Ed è per questo che accanto al tepore primaverile ho cominciato ad annoverare tra i miei momenti preferiti, quelle che chiamo le giornate rubate. Quelle giornate autunnali o invernali, che nascono con un sole che non ti aspetti. Che ti sorprendono e ti riempiono il cuore. Che ti ritrovi all’ora di pranzo, quando capita, a sorridere per quello che giudichi un vero regalo. Quelle che ammorbidiscono quella insopportabile, almeno per me, sensazione di freddo.
È ancora buio e non so come sarà il tempo oggi. Quello che so per certo, invece, è che per una mia cara amica sarà certamente un successo.
Buongiorno di felicità (ritagliata)!

Il buongiorno del 20 novembre

Quando finisce un amore, quello che più ci manca è senz’altro il calore. L’abbraccio e il bacio nel momento della gioia e ancor di più in quello di sconforto. E, non di meno, nel mio caso quello della casa. Non mi sono mai occupata dell’accensione della caldaia e in questi giorni, sollecitata dall’inverno incalzante, ho provato più volte a inquadrare il tema senza successo. Dopo vari tentativi empirici (ho toccato qualsiasi tasto e manopola esistente), stamattina ho optato per l’approccio scientifico e, supportata da download di manuali nonché di consigli da internet, sono finalmente riuscita a far partire il riscaldamento. Mi sembra un ottimo inizio e non solo per questa giornata. Un caldo buongiorno!