Sarà il caldo?

  
Sul lettino, finalmente in relax dopo un periodo felicemente faticoso, sto provando a leggere da dieci minuti la rivista che mi sono portata ma non riesco. E’ la ventesima volta che leggo la stessa riga distratta dalla vicina di ombrellone che al telefono sta sciorinando il manuale delle ovvietà per consolare una sua amica che immagino innamorata senza speranza o forse poca. ”Sei troppo autentica… Non puoi dire ad uno che appena ti svegli lo pensi. Troppo diretta…” Silenzio che immagino occupato dalle spiegazioni dell’altra  e poi ” Ti ha mandato un sms, tu gli hai risposto e poi? Raccontami bene…” Altro silenzio da questo lato e poi ”Ma scherzi? Ti ascolto sì… Ci conosciamo da quando avevamo 14 anni, sono queste le cose importanti della vita”. Mi chiedo se si riferisca all’amicizia o al processo relazionale che può leggersi da scambi epistolarvituali. ”Va bene ma se non ti ha risposto puoi sempre chiamarlo tu”. Immagino il LUI della situazione che dorme sereno sotto una pala da soffitto che gli alita sopra una brezza rinfrescante mentre ‘ste due stanno scrivendo la sceneggiatura di un romanzo. Siamo arrivati alla fine. Prima dei saluti la mia vicina per un giorno si raccomanda all’altra che stia su e riprenda il controllo. Poi chiude. Si riavvicina all’uomo che le sta accanto lo bacia e lui le dice ‘Certo che tuo marito non sa che fortuna ha ad avere due mesi di ferie’. E lei ‘Glielo dico pure io’. Li guardo di sottecchi e vedo che si voltano entrambi a guardare il mare. Guardo, a questo punto la mia amica, sorridiamo perchè non capiamo cosa ci siamo perse. Torno a leggere la mia rivista.

Il buongiorno del 27 agosto

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Il clima relax è giunto al top. Dopo 10 giorni abbondanti di gite quotidiane ieri, spesa a parte, siamo rimasti a casa tutto il giorno. E dopo pranzo c’è stato anche il ‘pennichella time’. Eh sì, perché quando sei in un posto nuovo, specie se a più di 7 ore di macchina da casa, ti sembra brutto non sfruttare tutto il tempo a disposizione per visitare tutto il visitabile. Vedere ogni angolo segnalato. Cercare l’enoteca che ti hanno raccomandato o il ristorante imperdibile. Ed è così che la vacanza diventa sicuramente interessante ed istruttiva ma poco riposante. Che è vero che riposi comunque la testa ma, almeno a me non basta, visto che ho bisogno di far riposare anche tutto il resto. Ed è così che vista anche la richiesta dei ragazzi di poter rimanere a casa un giorno a giocare fra loro, a me e Carla è bastato uno sguardo per accettare e tuffarci, subito dopo pranzo, nell’azzurro e nel rosa delle lenzuola dei rispettivi giacigli.
Poi al risveglio chiacchiere estive e meno estive senza tempo. Poi di nuovo nel vivo del clima vacanziero. E quindi barbecue ma stavolta con il resto del gruppo. Due coppie, una bambina e tre adolescenti maschi che mi piace guardare come un trailer del film che vedrò l’anno prossimo.
Marco ed io siamo gli ultimi arrivati. PAnche qui non conoscevamo nessuno prima. Ma ci buttiamo. Sono tutti molto accoglienti e sorridenti. Si mangia, si parla, si ride. Si apprezza il fresco della terrazza. Nonostante le differenze di età i ragazzi dopo cena giocano tutti insieme. Ci salutiamo molto tardi con un appuntamento ad un orario per oggi assolutamente non sfidante. E mi piace. Mi piace molto. Perché vacanza, a veder bene, vuol dire che non c’è . Che non c’è impegno, orario, consueto ritmo. Che non c’è devo fare. Si stacca per un po’ da tutto anche da quello che sarebbe meglio. Soprattutto da quello. Qui internet è a singhiozzo e spesso non c’è neanche linea (mi sta abbandonando anche quella fisica, sigh!). E anche il cellulare si sta riposando. Ne aveva bisogno anche lui.
Stamattina guardo fuori e c’è il sole. Dormono tutti e c’è un gran silenzio ovunque. È il suono della vacanza. Mi piacerebbe restare qui per sempre. A scrivere guardando il mare. Mi dico che ho ancora qualche faccenda da sbrigare nella mia esistenza ma che succederà prima o poi.
Buongiorno a chi ha sogni nei cassetti ma anche e soprattutto a chi li ha nelle valigie!

Il buongiorno del 19 agosto

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Sveglia con calma. Sono entrata finalmente nell’ottica relax. I ragazzi dopo colazione hanno la loro oretta di studio prima di andare al mare. Marco preferisce fare da solo e io mi godo, sotto questi ulivi e pini, la quiete prima della tempesta. Il gruppo va dagli 8 ai 15 anni. Sono 3 maschi e 5 femmine. Ieri sono stati tutto il giorno in acqua a giocare tutti insieme. Da non crederci. Giocano tantissimo ed è un piacere. Al punto che non me la sono sentita di mettere regole neanche sul tempo di liquida permanenza. È come essersi portati lo junior club da casa. Ovviamente siamo tutte mamme diverse e stiamo cercando di trovare allegramente una crasi per non smentirci a vicenda. Che è già difficile a due, e quando sono i genitori, figuriamoci a quattro. Ma è solo un’ altra sfida che non vogliamo perdere. Se funziona brevettiamo il pacchetto. Fra poco la truppa partirà all’esplorazione di una nuova spiaggia. E quando arriveremo nulla sarà più come prima. Meglio.
Buongiorno!

Qui il 3G c’è solo a tratti e momenti. Anche per pubblicare il blog è un’impresa. Mi sento tornata a quando facevamo i rabdomanti alla ricerca di una tacca o due tacche per parlare!