Il buongiorno del 21 agosto

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Ieri sera al Villaggio hanno organizzato la Corrida e Marco con Valentina, una delle bambine del gruppone, hanno partecipato con un numero di giocoleria. E hanno pure vinto. Il bello è che nessuno, finché non sono saliti sul palco, credeva che ci sarebbero saliti. Durante questi pochi ma intensi giorni insieme sono infatti quelli che, almeno sulla carta, si sarebbero definiti più timidi e riservati. E anche io, pur conoscendo bene la passione di mio figlio per lo spettacolo, avevo forti dubbi che si sarebbe buttato davanti a tanti sconosciuti. E invece l’hanno fatto. Preparandosi prima (devo dire che per me e Carla, la mamma di Valentina, lo spettacolo è stato essenzialmente questo!). E sono stati bravissimi. Ma laddove più mi sono emozionata è stata quando durante la premiazione il presentatore ha chiesto a Marco se avesse fatto qualche corso, con un arguto doppio senso sul ‘far girare le palle‘ così bene e Marco ha risposto con un filo di voce, spiazzandolo, ‘guardando youtube’. Che io so che vuol dire, guardando youtube ma anche ripetendo con fatica, allenandomi e anche divertendomi, alla fine, ogni giorno. Mi sono emozionata perché è stato un altro segno, da quando sono partita, che dimostra che il viaggio è importante quanto la destinazione. E sono sicura che non sia casuale.
Buongiorno e in bocca al lupo a tutti quelli che stanno camminando per arrivare da qualche parte. Oggi il più grande è per Marco e Valentina.

Il buongiorno del 13 agosto

Siamo quasi a metà agosto e oggi è il mio ultimo giorno di lavoro,  prima delle ferie (di questo tempi meglio specificare!). Starò fuori dall’ufficio per 25 giorni. Tanti. Non mi fermavo per così tanto tempo da almeno tre anni. Mi dicono che ho bisogno di staccare. Sicuramente ma meno di un tempo. Se c’è una cosa che sto imparando è quella che il segreto dello stare bene parte dal non dividere in modo netto la vita tra fatica e divertimento, alternando i momenti. Il segreto è cercare di occupare sempre il proprio tempo tendendo a quello che più ci piace. E se non è possibile, cercando in quello che stiamo facendo, qualcosa che ci somigli. Ho capito che aspettare il momento giusto per essere felice è maledettamente sbagliato. Ogni momento è quello giusto. Anche mentre sto lavorando. Non posso aspettare il week end, le vacanze o comunque un altro tempo per essere felice (o meno enfaticamente, contenta). Ester l’altra sera mi diceva che, sentendomi parlare con tanto entusiasmo e anche apparentemente libera da sovrastrutture, le ricordavo i suoi 30 anni. Probabilmente è così: la differenza tra 30 e 50 è che sei sempre tu, ma più pesante. Meno orientato a prendere strade alternative e non ancora percorse, sei diventato grande. Se ti accorgi, però, che puoi prendere il buono della tua esperienza e continuare a crescere anche a 50, ti si apre una seconda meravigliosa vita. In cui magari gli errori ti aiutano ad indirizzarti meglio verso il meglio.
Io ci sto provando. È meno difficile di quel che sembra. Individuare strade nuove invece che percorrere sempre le stesse anche se sbagliate. Perché se il primo metodo può fallire, il secondo è fallito in partenza.
Buongiorno di riflessioni e finalmente di riflessi solari!