Il buongiorno del 17 dicembre

E poi ti svegli, dopo una notte difficile di febbre e sudori freddi, che la sera prima hai lasciato a metà i pacchetti da fare e ti ricordi, con orrore, che non li hai nemmeno ancora tutti. Devi svegliare, di forza, il figlio e preparargli la merenda che non gli va mai bene. Devi fargli la giustificazione per i giorni di scuola persa tra sport e malattia. Devi preparare la farcitura per un pandoro da portare in ufficio. Devi sistemare casa prima di uscire. In TV dicono che ci sono di nuovo le targhe alterne e non capisci se le pari possono girare o meno. Insomma, con qualche piccola appendice, una mattina come tante. Cerchi, senza successo, di fare mente locale. Ti fa male tutto e ti senti la febbre addosso. Ma non puoi restare a casa, troppe scadenze e cose da fare. Tenti il colpo di reni ma il corpo non ti segue e ti costringe a capitolare. Nulla può, infatti, checchesenedica, la testa rispetto alla ribellione del corpo. A pensarci, e’ anche una bella metafora.

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