Il buongiorno del 10 aprile

Ieri, per vicende professionali varie, ho capito nel profondo il concetto di declino. Maleducazione, incompetenza mista ad arroganza, rassegnazione. Tristezza. Sì infinita tristezza.
Ti chiedi cosa puoi fare. Ti ribelli come una mosca intrappolata in un vaso di vetro. Ti guardi intorno, cerchi altri con cui condividere il malessere ma ne trovi pochi. Sembra che non riescano più vedere qualcosa che non può oggettivamente piacere e dirlo, opporsi.
Allora cadi in un vortice di sensazioni. Ti senti solo. Ti senti male. Ti senti bene, bene, benissimo. Sorridi. Ti alzi e sorridi. Perché tu non ti sei arreso. Tu non ti abitui. Tu continui a stupirti e indignarti. Perché tu non sei polemico e pesante, come vorrebbero farti credere per metterti a tacere. Tu sei semplicemente e meravigliosamente vivo.
Buongiorno a chi non si rassegna. Che gli altri continuino a dormire. Tanto per l’evoluzione non servono.

2 pensieri riguardo “Il buongiorno del 10 aprile

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