Il buongiorno del 10 giugno

Ieri sera sono rientrata a casa verso le 19:30, ho messo le scarpe da ginnastica e sono scesa a fare qualche chilometro di passeggiata veloce. Il parco, con mia grande sorpresa, era ancora pieno di gente. I resti di un buffet in mezzo al prato con tanta persone ancora a bere e a mangiare. Altalene tra la terra e il cielo piene di bambini spinti da donne dai sari coloratissimi. Un giocoliere con uno chignon intrecciato sulla testa alle prese con decine di palle. Cani finalmente sciolti a rincorrersi impazziti di gioia. Padroni di cani, fintamente distratti, in chiacchiere fra loro. Quattro giovani che corrono insieme costruendo divertenti coreografie. Anziani, coppie di innamorati, coppie di anziani innamorati sulle panchine. Ciclisti dell’ultima ora dallo sguardo smarrito.
Ho continuato a camminare per più di un’ora come fossi in un film, ricambiando, come da prassi, i sorrisi degli altri camminatori, ad ogni nuovo giro, in una sorta di simpatico incoraggiamento collettivo. Dalle cuffiette solo musica italiana e tutto intorno un profumo intenso di gelsomino che ho inalato con respiri profondi fino ad arrivare ad un piacevole stordimento.
Poi sul finale, mentre sto tornando a casa, mi arriva prorompente Bennato nelle orecchie, in una sorta di sigla, con la canzone che di lui più amo: ”Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo. In un altro ti svegli e devi, cominciare da zero…” .
Si cade. Ci si rialza. Si ricomincia. Mi piace farlo da qui.
Buongiorno al gelsomino!

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