Il buongiorno del 15 giugno

Ieri è stata una lunga giornata. Intensa. Durata 14 ore senza soluzione di continuità.
Sono andata la mattina al mare con un’amica ritrovata che mi ha mostrato generosamente orme, le sue, da poter utilizzare per faticare meno a ritrovare la strada. Poi sono andata ad una festa all’aperto che, sorpresa dall’acqua, è ripiegata all’interno costringendo i partecipanti a dividere uno spazio e un tempo in una sorta di divertente, ma inquietante, Grande Fratello de’ noantri. E ho concluso andando a vedere la partita con qualcuno con cui è stato particolarmente bello gioire per la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra. Parallelamente ho avuto occasione di confrontarmi con il mio ex marito al telefono e il figlio ha partecipato con un successo ad una competizione.
Mille stimoli che mi consentirebbero di scrivere per giorni. Ma c’è qualcosa che voglio affrontare prima del resto.
Durante la festa un tipo, dopo aver saputo da altri del mio blog, ha affermato come non sia possibile che una persona scriva tutti i giorni qualcosa di intelligente. Che trovava questa attività, peraltro non pagata, una schiavitù incomprensibile. E che riteneva la socializzazione dei propri pensieri e ancor più della propria vita un male della modernità. A questo se ne è aggiunto un altro che, riportando il pensiero di illustri sociologi, descriveva la nostra società come una società riflessiva ovvero una società in cui tutti si alzano e pensano di avere qualcosa di importante da dire al mondo.
Il freddo dovuto alla reazione al sole e i pensieri faticosi, che in questo periodo non lasciano mai la mia testa, non mi hanno consentito di rispondere frontalmente al primo attacco pubblico al mio blog (in verità ai blog e più in generale al social). Mi si perdoni se nell’era del real time, lo faccio, invece, stamattina. E’ evidente che non si possono scrivere tutte le mattine cose intelligenti. Ma nemmeno dirle la sera. Che è vero che la socializzazione a tutti i costi è fastidiosa e in tanti pensiamo di avere qualcosa di importante da dire al mondo e magari non è così. Ma in un blog come durante una festa.
Quello che invece penso è che lasciare un pensiero, una sensazione, un segno – in un blog come durante un incontro – anche se non è intelligente è sempre un’opportunità per far iniziare ad un altro un viaggio. La partecipazione è libera. In un caso come nell’altro.
Buongiorno meno caldo!

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...