Il buongiorno del 22 giugno

Non ci credo. Mi sono svegliata alle 10. Non mi succedeva da anni.
Da quando è nato Marco, quelle dormite fino all’ora di pranzo, quello staccare i telefoni la mattina per paura di interrompere il letargo, quell’arrivare ai pranzi domenicali in famiglia con strategici occhiali da sole, sono diventati un ricordo. L’icona della gioventù che non c’è più.
Stamattina ho guardato l’ora sul cellulare ed ho provato una sensazione meravigliosa. Che peraltro di questi tempi magri, mi è sembrata ancora più da festeggiare. Stamattina io e il figlio non abbiamo alcun impegno. Non mi sembra vero. Possiamo decidere con calma cosa fare. Anche cosa non fare. Anche annoiarci. Non lo facciamo mai. Glielo propongo. Da come è splamato sul divano non credo disdegnerà. Un bella giornata a casa sonnecchianti davanti alla TV, al PC o ad un buon libro con tutte le finestre aperte. Perchè sono andati tutti al mare e c’è un silenzio irreale di cui sarebbe davvero un peccato non godere.
Buongiorno in ritardo, con gioia!

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