Il buongiorno del 24 luglio

Ieri tardo pomeriggio avevo un appuntamento in centro. Parto in anticipo dall’ufficio per evitare ritardi dovuti al traffico o alla ricerca del posto ed invece ci metto un attimo e riesco a trovare parcheggio senza difficoltà sul lungotevere vicino a Ponte Sisto. Solo per questo mi sento già pervasa di una felicità mista a soddisfazione che solo chi abita in questa meravigliosa città può capire. Ma è solo l’inizio. Scendo per pagare il ticket e facendo quei 30 metri entro in un film. Lo sfondo è un fiume dorato dalla luce di un sole così vicino che si può toccare. La protagonista sono ovviamente (!) io e la prima scena é quella di un’allegra comitiva di abbondanti e colorati turisti americani che mi circonda e rendendosi conto di avermi involontariamente resa prigioniera, si apre in due ali per farmi uscire, come nella perfetta coreografia di un musical. Il tutto mentre arriva dalla banchina, in perfetto sincrono, una musica di artisti di strada che scelgo come colonna sonora. Pago, lascio il biglietto in macchina attraverso e mi immergo tra strade, stradine e palazzi. Ho un paio di scarpe con i tacchi poco adatte per quei sanpietrini che rendono meno leggero ed elegante il mio incedere ma nulla possono contro questa mia sensazione di sentirmi una star. Guardo le vetrine, entro nei negozi più colorati, sorrido ai negozianti che mi ricambiano. Mi fermo ad ammirare degli scorci che non mi sembra mai di aver visto anche se ci sono passata migliaia di volte. Mi piacerebbe piroettare guardando il cielo per esprimere questa gioia solo mia. Immagino la scena da fuori alla velocità giusta e poi al rallentatore e la taglio. Bella ma impercorribile per età, calzature e pavimentazione stradale. Continuo ad incedere flessuosa (!) mentre attraversa un uomo in bicicletta magro, vestito apparentemente senza grande attenzione, con l’occhialino vintage che sa di tanti libri, di mal d’anima, di struggimento. Uno di quelli che mi piacevano tanto da ragazzina e mi chiedo se in mezzo a quella folla potrei mai incontrare casualmente un nuovo amore. Vengo risvegliata da uno che si è incastrato con una Porche in un vicoletto e continua a sgassare. Lo guardo. No lui proprio no. Figuriamoci, io ho una macchina a gas… È arrivata l’ora del mio appuntamento e sono arrivata a destinazione. Passano i titoli di coda di quello che più che un film è stato un cortometraggio. Ma da rifare. E non perché sia venuto male. Anzi.

Il buongiorno di stamattina è per un bimbo che tra poche ore nascerà. Attesissimo come sanno essere solo i bimbi inaspettati. Il mio augurio é che la tua vita possa essere come quella di un film da Oscar per la fotografia, la scenografia, la regia e soprattutto per il miglior attore protagonista. Benvenuto Flavio o Valerio o come la tua folle e meravigliosa mamma deciderà alla fine di chiamarti!

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