Il buongiorno del 2 novembre

Oggi è il giorno dei morti. Chissà perché la prima cosa a cui penso quando sento parlare di un morto non è mai una bara, un passaggio definitivo o il cimitero. Il morto che mi viene subito un mente é sempre uno che, seppure vivo sulla carta, ha deciso di non vivere. Di rassegnarsi agli eventi. Di subire. Di restare deliberatamente in finestra e non scendere a mischiarsi con la vita. Uno che non affonda nel mistero vitale ma stabilisce il meglio a tavolino. Inumato su una poltrona. Uno che guarda con humana pietas chi si da da fare, chi continua a crederci, chi combatte. Uno che pensa che la sua rinuncia alla vita, sia saggezza. Si chiami equidistanza, saperci fare. Che le scorciatoie siano migliori dei percorsi completi. Che tanto è così, che ci posso fare e che se ti muovi troppo fai l’onda. Uno che é maschio o anche femmina. Uno che arriverà alla morte vera integro o poco rovinato. Come quei divani a cui non è mai stata tolta la plastichetta, che passano di moda senza essere mai stati davvero usati. Che un giorno a qualcuno dispiacerà buttare perché ancora nuovi ma che saranno dimenticati in fretta. Come qualsiasi cosa senza personalità, incapace di produrre ricordi significativi.
Ecco questi per me sono i morti veri. Che siano ancora vivi o trapassati che tanto è uguale.
Poi ci sono quelli che sembrano morti perché non li vedi più in giro. Ma che di fatto hanno perso solo il corpo perché sono ancora presenti e vivi. Anche più vicini di prima. Con cui continui a parlare senza bisogno di telefono. Che sai quello che penserebbero e direbbero in ciascuna occasione. Quelli che sai che non moriranno mai. Perché non hanno mai rinunciato alla vita e mai ci rinunceranno. Quelli che l’hanno presa a morsi insieme a noi o ci hanno insegnato a farlo. E questi non hanno bisogno di un giorno per ricordarli perché ce li ricordiamo tutti i giorni. Non hanno un mese ma tutti i mesi. Non hanno un fiore ma tutti i fiori. Non hanno la tristezza e la mestizia ma la gioia e l’allegria. Semplicemente perché i morti non sono loro.

Buona giornata a tutti i vivi che sanno sconfiggere la morte. Agli altri buona festa.

18 pensieri riguardo “Il buongiorno del 2 novembre

  1. Ho perso mia madre due anni fa, dopo una vita vissuta, più o meno, all’insegna della sofferenza. Eppure, il ricordo e l’esempio che ancora mi accompagnano sono la testimonianza che se anche il corpo cambia adattandosi finchè può e poi muore, l’anima, lo spirito restano. Ed è da questo che chi rimane può imparare quel distacco dalle umane cose, il valore aggiunto dell’andare sempre e comunque, che può diventare a sua volta supporto nella comprensione del proprio tutto.

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  2. Dicono che quando muori non ci sei più, non è vero.
    Mio padre è morto ma è con me come lo era prima, è cambiata solo la prospettiva. Non lo cerco tra la gente che mi passa vicina ma alzo in verticale gli occhi al cielo e lui è lì, affacciato a una nuvola.
    Un grande abbraccio
    Affy

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  3. bellissimo post, pieno di vita, senza mai dimenticare chi ha solo cambiato forma per come la vedo io….e quindi, un pensiero per la mia nonna adorata , ciao Ida, ricordo ogni momento trascorso con te…
    un bacio mia carissima amica, mi hai donato una grande emozione con questo post.
    Barbara

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    1. Ed io ho aggiunto, con tua nonna Ida, un pezzo alla tua storia. E trovo che questo continuo scambio di noi attraverso fatti ed emozioni sia davvero un bel regalo. Totalmente inadpettato quando ho iniziato questa avventura di scrittrice ma anche di lettrice. Buonanotte Barbara, dormi bene! ❤️

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  4. provo a reinviare la risposta che si è persa la prima volta;)
    cara amica anche per me è lo stesso, da subito ho avuto la sensazione di conoscerti da sempre, non mi è capitato spesso nella vita , ma quando è accaduto l’amicizia ancora dura , perciò credo faremo insieme un bel percorso…
    grazie , e una buonanotte per te
    Barbara

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