Il buongiorno del 20 dicembre

Qualcuno mi ha detto che la mia è una bella storia da raccontare. Sì perché è indubbio che procedere come uno schiacciasassi, forte dei propri principi e mai rinunciando ai propri sogni, ha il suo fascino. Ed è chiaro che di fronte a chi si piega in ogni dove per evitare rogne, che mai si ribella allo status quo, che sorride a chiunque convenga sorridere in ogni dove della vita, una che cerca solo di andare avanti tenendo alta la testa e non guardandosi le scarpe, si connota – grande tristezza dei nostri tempi – come una figura eroica. Ma il bello è che chi dice di ammirarti è anche lo stesso che non si comporterebbe mai come te. Non per mancanza di coraggio ma perché è semplicemente poco funzionale. Meglio detto, non funziona. Non conviene. Perché questo è il mondo della sindrome del vigile frustrato. Quella in cui chiunque abbia un potere, anche piccolo piccolo, lo esercita per dimostrare di esistere. E chi non ce l’ha non pensa a cosa fare per toglierglielo da quel ruolo, vista la dimostrata incapacità, ma solo a come gestirlo. Se non per ottenerne dei benefici almeno per non averne dei danni.
È così, si sta attenti a parlare con gli insegnanti dei figli, se non per accattivarsi simpatie almeno per evitare ripercussioni. Si parla ai medici con riverenza, spesso non dovuta per titoli e comportamenti, perché alla fine hanno nelle loro mani la tua vita. Si ride alle barzellette dei capi, e qui non c’è niente da spiegare. In definitiva si rinuncia, per qualche briciola, al quel vaffanculo che ha fatto per l’evoluzione dell’uomo, più della scoperta del fuoco. Ed ecco qual è il problema del nostro Paese: non ci siamo assuefatti a che le cose vadano in questo modo, riteniamo solo che opporci non sia funzionale. Non sia conveniente. È visto che si tratta di una scelta comunitaria, non di un’incapacità, questo è. La chiamano democrazia. La maggioranza che decide e si connota. Bellissimo e condivisibile concetto che, questa è la prova, non ci mette al riparo da errori. Si cita spesso, in questo senso, la scelta del popolo tra Gesù e Barabba ma potremmo, credo, attingere a piene mani anche da questioni più recenti.
Ed è per tutto questo che quelli che vengono ritenuti saggi (sempre con il democratico meccanismo del televoto) ti dicono di non farti il sangue amaro e di rassegnarti. Ma la domanda che mi pongo è una: può dirsi davvero saggio colui che rinuncia a vivere l’unica vita che ha?

Buongiorno a chi non riesce ad essere saggio e che, questo è vero, avrà, una bella storia da raccontare. Con il più luminoso dei sorrisi.

6 pensieri riguardo “Il buongiorno del 20 dicembre

  1. Buongiorno da chi se avesse rinunciato, se si fosse uniformato e conformato, se fosse stato in silenzio quella volta in più, adesso non sarebbe dove è, con la vita che voleva, col lavoro che più ama fare, con un figlio che la stima e la adora ancora di più per quello che ha fatto per lui nel momento più difficile (che tu ben conosci). Sii sempre fiera e orgogliosa di come sei, cara maru, perché sei una donna speciale.

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    1. Ciao buongiorno! Non credo che paghi sempre essere così ma sentire di tenere il timone e di non farsi trascinare ha un valore di per sè. È poter sorridere anche di fronte ad una sconfitta… Ciao fonte di ispirazione!😃

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