Il buongiorno dell’8 gennaio

Non riesco più a scrivere ogni giorno. Un po’ le vacanze, un po’ il sonno che è misteriosamente tornato a rendermi difficile il risveglio e, infine più che un po’, la necessità di lasciare a mollo i pensieri. Di non farli uscire subito. Di mantenerli solo miei per un tempo più lungo. Sono stati belli questi giorni senza tempo in cui tutto è stato possibile. In cui non ho fatto nulla, con gioia, di quello che dovevo. Giorni di abbandono fuori dal mondo. Giorni in cui sono stata, felicemente, ostaggio di Marco. Ieri sera ho smontato l’albero e tolto tutti i segni del Natale. Domani partirò per un ultimo spruzzetto di vacanza e poi inizierà il nuovo anno sul serio. Quello vero. Quello con la programmazione stringente. Quello da cui non si scappa se non con una forte volontà di farlo. Quello delle diete, dello sport, delle pulizie a fondo, degli impegni, con figlio o meno, a cui non ci si può sottrarre, degli obiettivi, singoli e di gruppo, da raggiungere. Insomma di tutti quei buoni propositi che, noi macchine da guerra, portiamo avanti, quasi tutti (!), con determinazione perché il concetto di ‘donna completa’ ci piace tanto. Quello che però questi giorni vacui mi hanno insegnato è che oltre al pieno è importante anche il vuoto. E che lasciarsi andare, a tempo determinato, ha degli effetti molto positivi. Offre maggiore senso al pieno e nel contempo lo relativizza. E soprattutto lascia spazio all’amore. O meglio a ritrovare la vera motivazione che ci spinge, o che dovrebbe spingerci, ogni giorno a fare qualsiasi cosa. A ritrovare quella ordinaria, meravigliosa leggerezza dell’essere.

Nonostante i pensieri positivi di questo mio mattino, oggi è un giorno cupo. Ho ancora nel retro cuore la tristezza per la morte di Pino Daniele e in ogni parte del corpo l’indignazione per i fatti di Parigi. Cupo però con aperture al sole. Perché questi due eventi ci dicono che chi genera emozioni non smette mai di farlo. E che la morte spesso, più che la vita, è capace di rilanciarle ancora più forti.

Che sia un buongiorno!

9 pensieri riguardo “Il buongiorno dell’8 gennaio

  1. Staccare è una medicina. Far decantare pensieri e emozioni e in qualche modo razionalizzarli è per me una necessità. Quindi ti capisco.
    Per il resto, sono giorni difficili ma non permettiamo a nessuno di condizionarci la vita nutrendola di paura.
    Pino Daniele? Vive attraverso le sue canzoni e il blues della sua chitarra.
    Buongiorno Manu. 🙂
    Primula

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    1. Ciao Primula ben ritrovata! Ieri sera dicevo proprio questo a mio figlio. Non si deve aver paura. Per i ragazzi è più difficile e bisogna sostenerli per evitare che dalla paura nasca l’intolleranza. E non è un compito a cui mi sottrarró… 😜 buona giornata cara! Sto partendo per l’ultimo ‘spruzzo’ di vacanza con due mie care amiche e poi da lunedì si ricomincia!

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