Il classico non muore mai

Di ritorno dal lavoro, sono passata a rimborsare la vicina dell’ultimo piano per un acquisto che aveva fatto per tutti e ci ho trovato anche la sua dirimpettaia. Le conosco da quando ero una bambina e per me, nonostante ora siano sulla soglia dei novanta, sono sempre rimaste uguali.

Mi hanno chiesto di sedermi a fare due chiacchiere e visto che Marco era rimasto dai nonni mi sono fermata volentieri. Sono due donne molto simpatiche e i loro racconti molto divertenti. Ieri sera abbiamo iniziato parlando di come festeggiare un compleanno importante come quello dei novanta anni. La prima li compirà ad aprile ma mi ha detto che – vista l’età – non era opportuno parlarne con tanto anticipo. Poi però mi ha detto che sicuramente andrà a pranzo con figlie e nipoti ma che sarebbe stato bello organizzare un piccolo rinfresco con tutta la scala. Allora l’altra mi ha raccontato che per i 60 anni di matrimonio con il marito avevano fatto una festa bellissima: dopo la messa per rinnovare la loro promessa, avevano portato parenti e amici con un pullman al mare, nello stabilimento dove affittavano ogni anno la cabina e avevano passato una serata indimenticabile mangiando, ballando e cantando. Tutti insieme giovani e meno giovani. Una festa che si ricordavano tutti. Mentre me lo raccontava aveva gli occhi che le brillavano e per un istante mi è sembrato di stare anch’io lì con loro quel giorno. Poi mi dice che le piacerebbe un’altra festa così per i suoi novanta l’anno prossimo ma che senza il marito, scomparso qualche anno fa, non sarebbe stato lo stesso. Le dico che i novanta meritano a prescindere e mi dice che ci penserà. Ma ormai il tema della morte è introdotto. Mi dice che quando morirà vuole essere cremata e messa nel fornetto con il compagno della sua vita. Me lo dice con gli stessi occhi felici di quando parlava della festa. Ma l’altra si ribella e non al pensiero della fine come si potrebbe immaginare. Si ribella alla cremazione. Lei ha preparato da tempo l’ultimo vestito e fosse per lei, “per sicurezza” se lo porterebbe dietro anche quando d’estate torna nel paese in cui è nata. Vuole che la sistemino bene quel giorno. L’altra le risponde che con la cremazione il vestito non è importante e che ha dato incarico alla figlia di scegliere lei cosa metterle scegliendo tra le tante cose che si è cucita nella sua vita. Che tanto il classico non muore mai (!).

E’ passata quasi un’ora e devo tornare a casa ma mi dispiace. Gli dico che la prossima volta la chiacchierata ce la facciamo davanti ad un aperitivo. Che appena posso torno a trovarle. Gli farebbe piacere; loro da qualche tempo verso sera si vedono e passano del tempo insieme prima di andare a dormire. Si fanno due chiacchiere, vedono un po’ di TV insieme, si fanno compagnia, ridono. In quella manciata di minuti mi hanno fatto passare tutte le paturnie accumulate durante la giornata. Ci ripasso presto magari mi contagiano. Buongiorno!

Il disegno di Roberto non rende giustizia alla loro bellezza ma come sempre coglie l’essenziale che è invisibile agli occhi.

Che ne dici?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...