Di tradizionale solo il panettone. Anzi no.

Oggi è la festa del papà e scorro nella mia mente tutti i papà che conosco.

C’è il mio che è quello classico che non si è mai risparmiato per non farci mancare nulla; che ci ha lasciato liberi di essere quello che abbiamo voluto senza smettere di guardarci e sostenerci a distanza e che ancora adesso lo fa, occupandosi quando necessario dei nostri figli che, se possibile, sono anche più sfidanti di quanto lo eravamo io e mio fratello. Un padre monolitico con cui spesso sono entrata in conflitto e continuo a farlo come si fa con le istituzioni che pure quando le metti in discussioni, non puoi non rispettarle. Insomma un papà da manuale al punto tale che si chiama pure Giuseppe e gli manca solo di essere falegname.

Ci sono poi padri che amano alla follia i propri figli, si sacrificano per loro ma non riescono ad abbracciarli e non capitalizzano lo sforzo.

Ci sono quelli che li abbracciano e ci sono sempre ma li vedono come boe a cui attaccarsi nella tempesta della vita e rischiano di soffocarli.

Ci sono quelli che non ci sono. Che non sono mai cresciuti e fuggono dalla responsabilità in un silenzio assordante.

Ci sono quelli che si impegnano ma di tanto in tanto mollano senza dirlo e bisogna correre ai ripari.

Ci sono quelli che non hanno figli propri ma sono papà di elezione di tanti a cui generosamente offrono affetto e sostegno.

Ci sono papà uomini e papà donne. Perché fare il padre non è una questione di sesso. Come dimostrano le tante mamme – ognuno di noi ne conosce almeno una – che fanno anche da padre in mancanza di chi non c’è per scelta o per destino.

Ci sono tanti modi di fare il papà e uno solo di non farlo. Che vale anche per le madri. Che vuol dire che non esiste solo una tipologia di famiglia. E che di tradizionale ci è rimasto solo il panettone a Natale. Che a vedere bene neanche quello visto che negli ultimi anni hanno lanciato la versione senza canditi che mica a tutti piacciono.

Auguri a tutti i papà del mio cuore: al mio, a Roberto, al papà di Marco, a Stefano e a tutti i papà, maschi e femmine, della mia vita!

ps oggi è giornata di festa, di bignè di San Giuseppe e pastarelle, una passione di mio padre a cui è dedicato questo vecchio disegno di Roberto.

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