È notte alta e sono sveglia

Sono le due e sto aspettando che Marco torni da una sorta di festa in discoteca a cui partecipava gran parte della scuola. Stasera ho fatto tardi in ufficio e mentre ero in macchina abbiamo intrapreso una discussione sull’orario di ritorno che si è posizionato, per la prima e dico ultima volta, sul coprifuoco condiviso dal resto della classe che poi ho scoperto dopo non fosse esattamente così. È vicinissimo a casa e sta con i suoi compagni, la situazione sulla carta è delle migliori ma resta il fatto che se per lui domani è festa, per me non lo è e mi aspetta una giornata che mi vedrà fuori di casa alle 6:30. Mi chiedo, ogni volta, come sia possibile che a me che ho sempre aborrito discoteche e glamour, mi sia toccato un figlio che ama ballare e che sceglie con cura ogni suo outfit (!) prima di uscire anche solo per andare a correre. E ogni volta mi rispondo che i nostri figli non sono noi e che quando si fanno dichiarazioni sulla ricchezza della diversità bisogna tener botta anche quando la diversità è questa. Ed è tanto lontana da noi. Perché è innegabile che anche l’amore per la diversità non è mai assoluto. Esistono diversità e diversità, quelle più facili e quelle meno o niente. Per capirci è un po’ come quelli che ti dicono che amano la ‘musica tutta’ (più figo di ‘tutta la musica’), pure la più incomprensibile dodecafonica, ma se gli nomini i neomelodici ti guardano male come se non fosse musica pure quella.

Certo è che di questi tempi questa riflessione non va molto di moda visto che oggi sono tornate a rischio pure diversità sdoganate e acquisite dopo anni di lotte. Tra un pensiero e l’altro, mio figlio è tornato, la porta di casa è chiusa e in pigiama siamo tornati uguali. Come lo siamo tutti quando ci prepariamo per la notte del quotidiano o quella eterna.

Buonanotte o buongiorno, come preferite.

3 Replies to “È notte alta e sono sveglia”

  1. Comincio a pensare che con i figli questa fase sia inevitabile. Con il mio diciassettenne riusciamo a non essere d’accordo su qualsiasi cosa (a parte forse la fede calcistica). E ogni volta riesce a fare scelte se non opposte, comunque molto diverse da quelle che fare io. Ma del resto, se non fosse così, come imparerebbero a crescere?

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