Buon primo maggio

Mi sveglio nel cuore della notte che non riesco a deglutire. Ieri sera avevo avuto le prime avvisaglie di attacco allergico ma, troppo stanca per alzarmi dal letto una volta che mi ci ero infilata, me la sono rischiata ed è andata male. Chi soffre di allergia sa di cosa parlo. A quel punto non ho avuto alternative: mi sono dovuta alzare per forza, mi sono trascinata in cucina per prendere l’antistaminico e poi ho aspettato, cercando di mantenere la calma, di tornare alla normalità. E la buona notizia è che ce l’ho fatta anche stavolta. Mentre aspettavo ho acceso la TV e ci ho trovato Marzullo con le sue domande solo apparentemente bizzarre e le sue camicie, al contratto, decisamente bizzarre. L’ho ascoltato distratta ma mi ha fatto compagnia in questi 20 minuti di ripresa che sembravano non passare mai. Come ogni volta. Minuti in cui cerco un qualsiasi appiglio per non cedere al panico e mi pento sinceramente per aver sottovalutato il segnale di rischio e prometto a me stessa che non succederà più. Consapevole, anche nei momenti di picco massimo, che ricapiterà sicuramente. Non so a cosa debba queste reazioni. Ho fatto analisi di tutti i tipi senza nessun risultato e ho tentato qualsiasi cura preventiva senza successo. Sono sempre stata sicura di essere allergica agli umani. Ipotesi confermata dall’osservazione che sto male sempre in concomitanza di giornate umanamente pesanti. E oggi è stata una di quelle. Sono partita con l’obiettivo di godermi i profumi della primavera e respirare a pieni polmoni che si è tristemente infranto appena fuori del cancello di casa dove mi sono trovata davanti un muro di immondizia. Ho ricevuto una email particolarmente sgradevole non tanto per il contenuto quanto per la forma che ho sempre trovato altrettanto importante. Ho avuto a che fare con situazioni rese faticose da inutili rigidità. Mio figlio mi ha scaricato addosso tutte le sue preoccupazioni, cercando di provocarmi per ingaggiare battaglia senza riuscire ma stremandomi. Ho rinunciato, non sentendomi in forma, ad uscire. Ho preparato la cena e mi sono addormentata anzi, forse sono svenuta. E ora eccomi qui cercando di ritrovare il sonno e qualcosa di positivo per salvare la passata giornata, che c’è sempre. E ora che l’ho trovato chiudo tutto e riprovo a riposare. Che ne ho bisogno e me lo merito. Un pensiero, oggi, a tutti i lavoratori che oggi è la nostra festa. Ma un pensiero anche e soprattutto a chi un lavoro non ce l’ha e a cui auguro di trovarlo presto. Passiamo tutti una bella giornata che non risolve ma aiuta. Anche per curare le allergie.

Buongiorno!

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