La teoria dell’anche meno – 3

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Non riesco a dormire. Ho la testa che rimbomba. Erano mesi che non mi capitava.
Sono in modalità #anchemeno da qualche settimana e mi piace. Bello il distacco che togliendomi dalla mischia mi fa mettere meglio a fuoco, bello il risparmio di energie ricavato da un migliore indirizzamento degli sforzi, bella la sorpresa di chi non riesce più a farmi incazzare. E ho imparato anche che non devo temere di perdere il controllo perché l’universo tutto sta convergendo perché mi rilassi senza aver paura di perdermi qualcosa. Racconto all’uopo aneddoto. Domenica in uno stato di grazia, dopo aver passato un week end impegnativo ma anche divertente, mi sono dimenticata porchetta, olive ascolane e pizza farcita nel frigo dell’appartamento che avevamo affittato con altre due amiche. Lasciate le chiavi sul tavolo, come da accordi con la padrona di casa, mi sono tirata la porta dietro ricordandomi solo dopo averla chiusa del prezioso bottino abbandonato. Dopo aver chiamato per sapere se ci fosse qualcuno nei pressi con una copia delle chiavi e dopo aver ottenuto risposta negativa, mi stavo ormai arrendendo quando dalla macchina con cui stavamo tornando è spuntata la lastra di una risonanza (!) che insieme alla determinazione delle mie compagne a non abbandonare la mia cena, hanno fatto il resto. Evidenze: per prima cosa abbiamo toccato con mano che la storia che con una lastra è possibile aprire una porta è vera. Due hanno infilato la radiografia tra le due ante, una si è occupata di tirarla su, l’altra di non farla uscire dal binario e l’altra ancora di spallare al momento giusto, clic e siamo entrate. Nemmeno lo avessimo sempre fatto (corollario: quando siete a casa chiudete sempre con chiavistello o chiave!). Come seconda cosa abbiamo dato prova del fatto che se nella borsa di una donna si può trovare di tutto non si può neanche immaginare quali tesori si possano trovare nel portabagagli della macchina. Come terza che nulla può fermare una donna, figuriamoci tre, anche con una in modalità #anchemeno. Infine che se fossi stata nella mia modalità tradizionale di allerta continua e #nullamisfugge, avrei sicuramente preparato una check list, non avrei lasciato nulla ma, converrete, mi sarei persa una tra le avventure più divertenti della mia vita. Che vuol dire che #anchemeno è una tecnica lateralmente vincente.
Su questo devo però dire che non sono ancora a regime. E anche oggi, con mio grande dispiacere, facendomi coinvolgere, ho perso un paio di volte la freddezza quando non avrei dovuto. Non perché non opportuno ma perché non ne vale davvero la pena come mi ha dimostrato anche l’uso creativo di una risonanza.
Forse è per questo che non riesco a dormire. Perchè anche per lasciarsi andare ci vogliono impegno e dedizione e quando si vacilla girano. O forse semplicemente perché la cena, quella sottratta dalla mie eroiche amiche ad una triste e solitaria decomposizione, era effettivamente un tantino pesante.
Buongiorno e avanti tutta con #anchemeno (to be continued…)

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