I Natali sfidanti

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Ci sono stati Natali che avrei saltato. Pochi ma ci sono stati. E quelle rare volte in cui è capitato, invece di struggermi, ho provato ad invertire lo stato d’animo. Mettendo a punto un metodo, semplice ma efficace, per superare la tristezza che, visti i tempi, condivido. I punti sono tre. Il primo è quello di ridimensionare la partita a due giorni che passano presto, sia quando siamo felici che quando siamo tristi. È il più cinico dei punti, ma funziona. Il secondo è riflettere ed esaltare i motivi per cui vale comunque la pena di vivere la festa, tra tutti proprio il poterla vivere. Che sembra cinico e non lo è affatto. Il terzo è decidere di cambiare il mood entrando in partita e non restando sugli spalti. Perché impegnandosi e facendo, nel peggiore dei casi ci si distrae e passa prima, nel migliore, si riesce ‘addirittura’ a stare bene. Che lo sappiamo tutti che è così, anche se fa fatica.
Non posso dirvi che quei Natali, considerati saltabili, si sono così trasformati in Natali memorabili, ma posso assicurarvi che, viste le aspettative, se la sono cavata con dignità. Quest’anno è sfidante un po’ per tutti ma per alcuni lo sarà di più. E non c’è certo bisogno di fare la lista. Da parte mia, che sto come si sta con sei a sette e mezzo, ho deciso, assunti il punto uno e il punto due, di scatenarmi sul punto tre, cercando soluzioni creative, in sicurezza e rispetto delle norme, per non rinunciare al clima natalizio. A mero titolo di esempio, ho comprato una tenda di luci da mettere sulla finestra, con 10 motivi diversi, in evidente competizione con la stella cometa; sto pensando ad una tombola ‘rivista’ a distanza per non rinunciare al trentennale happening natalizio con quegli amici che ormai ci riusciamo a vedere solo una volta l’anno (quella!); voglio cucinare una cena e un pranzo per i pochi intimi (che, a dire il vero, eravamo pochi intimi pure l’anno scorso!) da gourmet, che anche solo questo saprebbe di miracoloso; e, infine, voglio scegliere i regali, piccoli o grandi poco importa, ma soprattutto dedicare, fermandomi un momento, un pensiero positivo a chi amo. Ecco.
E voi dopo il DCPM come state messi? Come pensate di affrontare la questione?
Intanto buon we lungo!

Grazie a Roberto per la stella che riscalda!❤️

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