Il silenzio e le sue vibrazioni

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Ieri sera sono uscita a ridosso del coprifuoco. Strade deserte, poche auto, qualche riders e pochissimi pedoni. Quando sono tornata, prima di salire, mi sono fermata a fotografare quell’atmosfera spettrale che non sapeva di pace ma di attesa. E ho voluto frizzarla come faccio sempre quando qualcosa mi emoziona.
È quasi un anno che iniziata questa storia. E comincio quasi a non ricordare più come era prima. Mi capita spesso di pensare a quante volte i racconti di altre vite vissute dalle mie nonne, come la guerra o il boom, mi erano sembrate irreali, impossibili anche solo da immaginare. E come, invece, senza preavviso anche alla mia generazione sia capitato un salto. Uno scalino. Una discontinuità. Qualcosa che anche noi racconteremo, un giorno, se saremo fortunati, a chi non l’ha vissuto. Ognuno incastrando, la sua storia personale, nella trama generale.
Il mio racconto già me lo immagino e non ha neanche bisogno del finale catartico. Perché parlerà del mondo che si è fermato e che ha dato anche a me l’occasione di farlo. Io che correvo, correvo. Parlavo, parlavo. Facevo, facevo. Ed ad un certo punto, calato il sipario di uno show che andava in scena da sempre senza modifiche sostanziali, mi sono trovata in un silenzio profondo a chiedermi il senso di quello stare al mondo. Quello di tutti e il mio in particolare. E non trovandolo, di cercarne uno alternativo, sganciato da tutto quel movimento. Uno più stabile. Più fermo. Più mio. Più me. Una grande occasione. La più grande della mia vita. Quella che rallentandomi mi sta facendo arrivare più lontano. Ecco perché ieri sera ho fotografato il silenzio e le sue vibrazioni. Per ricordarmene quando tutto sarà finito. Per ricordarmi da dove è nata questa nuova me che ha imparato a conoscerne il valore. Questa nuova me che non disperde calore ma lo trattiene. Che si occupa della sua felicità senza sentirsi in colpa. Che non vuole più sapere come andrà a finire ma si gode, finalmente, il viaggio. Che ama, sorride e sta. Voce del verbo stare, arcaico di fermarsi.
E voi che storia racconterete?
Intanto che ci pensate, buona giornata! ☀️

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