Tondo e quadrato

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Mi capita spesso in questo periodo di pensare a quanto l’articolato percorso che mi ha portato a ritrovare, o forse a trovare davvero per la prima volta, un equilibrio sia foriero di benefici e non solo nella mia vita. Le cose continuano a capitare come prima ma io non sono più quella di prima. Lo so che sembra impossibile che qualcuno possa cambiare in modo radicale in una società convinta che chi nasce tondo non possa morire quadrato ma credetemi che, quando non si sta bene, non è solo possibile ma è anche necessario. Semplicemente alcuni preferiscono l’infelicità ad una presa di coscienza, gli fa fatica come a quello che si è inventato ‘sta storia del tondo e del quadrato. Muoversi da uno stato ad un altro, modificarsi non è facile, non è gratis, costa fatica e impegno e molto, moltissimo coraggio ma si può fare. Ed il bello del dopo è che resta solo il cruccio di non averlo fatto prima. Che io sia cambiata, a dire il vero, fa strano pure ma me ne accorgo perché anche, e soprattutto, di fronte ad attacchi frontali, non parto più d’istinto con un’azione di difesa e l’obiettivo di colpire e affondare come un tempo. Riesco a prendere tempo. Ad inquadrare quello che sta succedendo e a decidere la risposta più adatta: più spesso il silenzio o una battuta rispetto ad un colpo ben assestato. Che non vuol dire subire ma solo scegliere le battaglie e comunque non farsi più intossicare da sentimenti negativi, come la rabbia. Cercare un punto in comune dove c’è e lasciare andare dove non c’è o non mi

Interessa trovarlo. Quando oggi mi capita di vedere qualcuno arrabbiato, anche per motivi giustissimi, ci rivedo la me stessa che fu e non mi piace affatto. Ma non abbasso lo sguardo, lo osservo per carpire ogni dettaglio e rafforzare, attraverso la sensazione sgradevole che provo, la soddisfazione di essere ormai altro.

Detto che in più occasioni, mentre mi produco in questa attività sperimentale, mi sono sentita dire ‘ma che te guardi?’ e di aver rischiato in tal modo, paradossalmente, anche la colluttazione fisica, riflettevo sul fatto che oltre ad un beneficio per la mia salute, di questo mio investimento sull’anima stanno beneficiando e continueranno a beneficiare in tanti. Come uno che ieri cercava la lite e non ha trovato il panzer che lo avrebbe fatto a polpette senza alcuna difficoltà ma una che, compreso il suo momento di disagio, lo ha salutato educatamente e si è allontanata, lasciandolo produrre bile in solitudine con il doppio vantaggio di evitargli ulteriori traumi e soprattutto di mettere un limite alla produzione di negatività. Che lui non lo sa cosa si è perso ma io sì e ieri ci ho riso di cuore con uno dei miei amici Roberto (ne ho tre che si chiamano così) con cui abbiamo condiviso che è l’investimento con il maggior numero di ricadute positive della storia.

Buon fine settimana!❤️

E Roberto, come appare evidente, non crede alla mia mutazione…. che sia lui quello che si è inventato la storia del tondo e del quadrato?!

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