La rivolta dei bambini

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Stamattina pubblico un racconto che Roberto ha scritto diversi anni e che oggi è sorprendentemente attuale. Fortunatamente, anche il disegno è suo.
Buona giornata 😘

La rivolta dei bambini

Dall’ Enciclopedia Universale ad Apprendimento Limbico
Edizione Anno 2636 Sezione di Storia.

Agli inizi dell’ anno 2010 si verificò quello straordinario evento che determinò una
svolta epocale per i destini dell’umanità, quello che in seguito divenne noto come
la rivolta dei bambini.
Era il mese di febbraio e il mondo, come al solito in quel periodo di inizio millennio,
fu funestato da un elevato numero di conflitti, alcuni minori – secondo un’ assurda defi-
nizione in voga a quell’ epoca – altri di impatto più considerevole. Il diffondersi della
comunicazione globale faceva si che in quello che allora veniva definito come il mondo
evoluto tutti fossero continuamente bombardati da notizie che aggiornavano in tempo
reale sull’ evolversi di quegli infausti eventi.
Per quanto riguardava gli abitanti del Terzo Mondo, anche se gli apparati di comuni-
cazione di massa nelle loro aree erano meno diffusi, gli avvenimenti erano ugualmente
conosciuti da tutti, forse perché vissuti in prima persona.
Così, ogni giorno, uno sterminato esercito di bambini, attraverso la televisione o
mentre tentava di sopravvivere ad una pioggia di pallottole, assisteva alle nefandezze del
genere umano.
Ovviamente le guerre si combattevano su vari fronti e quello che in quel periodo sem-
brava essere il più importante, cioè la propaganda, impegnava le menti migliori e i crea-
tivi strategicamente più agguerriti.
La svolta avvenne quando, nel cosiddetto mondo civile, uno di questi giovani ram-
panti ebbe la straordinaria idea di diffondere un filmato nel quale erano riportate le
immagini di abominevoli uccisioni, torture e sofferenze varie inflitte ai bambini.
Naturalmente il filmato venne presentato come un reportage giornalistico che documen-
tava la spietata malvagità del nemico di turno. La trasmissione ebbe un impatto incredi-
bile sulla popolazione e, poiché le immagini vennero diffuse durante l’ora di cena, milio-
ni di bambini, mentre i loro genitori commentavano indignati, assistettero in silenzio. Il
nemico si preoccupò moltissimo del successo della trasmissione e si affrettò a correre ai
ripari producendo un filmato analogo che elencava orrori, se possibile, ancora maggiori.
La guerra mediatica, cominciò così ad andare di pari passo con quella reale.
Così, da un lato ci furono bambini che assistevano via etere a orrendi massacri di loro
simili, mentre dall’altro c’era chi tali massacri li viveva in prima persona, trovandosi al cen-
tro della vera carneficina.
Le masse dall’una e dall’altra parte, aumentarono a dismisura il loro odio per i nemi-
ci e i fabbricanti di armi, di tutte le fazioni, gongolarono.
Quelle immagini fecero il giro del mondo e la classe dirigente di ogni paese rimase
ammirata dalla genialità di una simile idea. Trovate come quella di dichiarare che il nemi-
co possedeva orribili armi di distruzione di massa passarono in secondo piano di fronte
a questa nuova, formidabile tecnica di persuasione. A quel punto ognuno, a suo modo e con i mezzi che aveva a disposizione, cominciò a produrre filmati analoghi che dovevano servire ad orientare l’opinione di intere popolazioni nella direzione voluta.
In alcuni paesi dove le tecnologie per le comunicazioni di massa non erano ancora molto evolute si pensò bene di ovviare al problema uccidendo centinaia di bambini e portandone i corpi straziati in ogni villaggio, anche in quelli sperduti sulle montagne. I piccoli cadaveri erano accompagnati da esponenti dell’una o dell’altra fazione che, mostrando le piccole vittime, illustravano con dovizia di particolari l’infamia dell’avversario.
Fu così che quasi un miliardo di bambini assistette, o in televisione o dal vivo, al massacro dei loro coetanei.
La svolta ebbe inizio alle otto di sera del 28 febbraio in una città dell’Europa centrale, in una di quelle comunità che allora erano definite nazioni, che, pur non essendo direttamente coinvolta in qualche conflitto, aveva subito massicciamente il bombardamento mediatico operato da tutti i contendenti delle guerre allora in atto nel mondo.
Le vecchie stradine del centro storico medioevale cominciarono ad animarsi: decine, centinaia di piccole figure apparvero da ogni portone.
In breve ogni strada si riempì letteralmente di bambini divenendo simile all’affluente di un fiume ben più grande che a sua volta lo era di un fiume ancora maggiore.
Decine e decine di migliaia di bambini provenienti da ogni angolo cominciarono a convergere verso i luoghi dove sorgevano i palazzi del potere.
I rappresentanti dei massmedia furono colti di sorpresa , ma comunque accorsero immediatamente per documentare l’incredibile fenomeno. Le forze di polizia erano perplesse, non sapevano né se né come poter arginare la marea di bambini che avanzava.
Agire usando la forza era impensabile e, anche chi avesse avuto sufficiente mancanza di scrupoli, non avrebbe avuto il coraggio di farlo sotto gli occhi delle telecamere.
Comportarsi gentilmente si rivelò tuttavia inutile: niente e nessuno riusciva a convincere i piccoli a tornare a casa. Ad aumentare il caos contribuirono anche un numero incalcolabile di genitori che cercavano disperatamente, ma senza riuscirci, di fendere la folla per cercare i propri figli.
Le immagini vennero trasmesse in diretta televisiva e le agenzie di tutto il mondo acquistarono immediatamente i diritti di trasmissione per diffonderle nei vari paesi di appartenenza.
Si trattò però di un colossale errore.
In tutte le case del mondo le televisioni mostrarono cosa stava accadendo in Europa. Le immagini che scorrevano sugli schermi furono un segnale per tutti i bambini che vi assistettero e in ogni metropoli, paese o villaggio si verificò esattamente quello che era avvenuto nelle strade della città europea. Anche nei paesi del Terzo Mondo, dove un pasto alla settimana era considerato un lusso, figuriamoci possedere un apparecchio televisivo, non si sa come ma cominciò a verificarsi lo stesso fenomeno: milioni di bambini scesero nelle strade come se ognuno di loro avesse ricevuto dai coetanei di terre lontane un messaggio telepatico che indicava cosa fare.
Il mondo precipitò nello sconcerto. I capi di Stato, i ministri, i sindaci, i cardinali, i parroci, insomma tutte le autorità, non capivano in che modo agire, Ovunque, una sterminata folla di bambini stazionava silenziosa sotto i parlamenti, i palazzi reali, gli edifici comunali, le capanne dei capi villaggio. Sui piccoli volti, grandi e luminosi occhi esprimevano un sentimento di riprovazione e di disprezzo. Nessuno tra gli adulti riusciva a sostenere quegli sguardi accusatori , tutti ammutolivano e tentavano di guardare altrove.
Un miliardo di bambini, un miliardo di sguardi, determinarono il cambiamento.
Le guerre come d’ incanto finirono, i popoli smisero di cercare un nemico, ognuno cominciò a considerare i propri simili non più come estranei, ma come fratelli.
Nel 2012, appena due anni dopo questo straordinario evento, le genti di tutto il mondo si riunirono sotto il vessillo di una grande nazione comune e l’ umanità non fu più costretta ad impegnare nello sforzo bellico le sue maggiori risorse. Fu così che l’economia iniziò a prosperare e la scienza compì passi da gigante: la fame, la miseria, e l’ignoranza scomparvero dal mondo; i concetti di giustizia, equità e etica smisero di essere solo parole prive di significato ed entrarono veramente a far parte del comune senso dell’esistenza.
La vita sul pianeta non era mai stata così gradevole.
Fu quello il periodo in cui furono gettate le basi per l’esplorazione e la successiva colonizzazione delle stelle. Ma questo argomento è trattato con maggior completezza nella Sezione di Scienza e Tecnica della nostra enciclopedia.
“Tutti noi viviamo quotidianamente con la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere .I mezzi di informazione ci bombardano tutti i giorni con notizie su guerre sempre più sanguinarie, su disastri ambientali, sulla perdita di ogni valore etico. Chi è
che può salvare il mondo da una fine tragica? Chi è che non è ancora stato contaminato dal cinismo, dalla prepotenza e dalla cattiveria diffusa? Ma è ovvio: i bambini! “

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