Il buongiorno del 19 settembre

Credo nelle sensazioni. E ho imparato più che a riconoscerle a tenerne conto. Fino a poco tempo fa, infatti, ho dato più importanza alle dichiarazioni che alle sensazioni. Pensando che le prime tradissero meno delle seconde. E mi sono accorta di quanto non sia affatto così. Non si può giudicare di pancia ma almeno mettere sullo stesso piano pancia e cervello sì, si può. E dare fiducia ai propri sensori può aiutare, spesso, ad evitare situazioni spiacevoli. Ma per dare fiducia ai sensori ci vuole coraggio. Ovviamente non parlo di fare come quelli che chiamano sensazioni i pregiudizi. Parlo di ascoltare chi ci è accanto e quello che ci dice con tutti i sensi, non solo con l’udito. Di mettere in discussione le parole che ci vengono dette, più di quello che proviamo. Non è facile. Non solo perché gli altri si camuffano. Ma anche perché ci sono parole di cui abbiamo bisogno e, in certi momenti, pur di sentircele dire siamo disposti a credere a chiunque. Soffocando con determinazione qualsiasi vocina cerchi di metterci in guardia. E questo non vale solo per l’amore. Vale per tutto.
Mettersi in ascolto completo all’inizio è più faticoso ma, man mano che ci si allena, diventa naturale. O meglio torna ad essere naturale. E riserva sempre sorprese. Anche bellissime. Perché le parole possono coincidere con i fatti e perché funziona anche al contrario. Silenzi o parole distanti possono nascondere tesori inaspettati.
Buongiorno a chi si sveglia presto e a chi lo fa con più comodo.

Il buongiorno dell’8 agosto

20140808-062047-22847238.jpg‘Maru, sei libera! L’unico a cui devi rispetto è tuo figlio ma per il resto puoi fare tutto quello che vuoi. Non devi rendere conto a nessuno! Sei libera. Uscire da un progetto di vita è difficile. Ci sono tanti momenti di solitudine e di sofferenza. Ma c’è una contro partita che ti devi godere a pieno: la libertà, Maru. Fai quello che ti fa stare bene e non ti curare di quello che pensano gli altri. Non li riguarda. Riguarda solo te. E tu sei libera!’

Il punto di partenza di questo affettuoso tzunami da parte di Danilo, in rigoroso dialetto casertano*, neanche me lo ricordo. Quella che mi è rimasta addosso, invece, è sicuramente la carica vitale che mi ha regalato. E anche quel calore che, solo quando qualcuno parlandoti ripete più volte il tuo nome, ti arriva netto e ti riscalda. Perché non ci sono dubbi che stia parlando proprio a te.

Un altro punto di vista da raccogliere e su cui riflettere. La conferma che mettersi in ascolto riserva davvero delle belle sorprese pur essendo davvero molto faticoso. Al punto da ammettere che in certi momenti rimpiango le comode certezze in cui ho vissuto per buona parte della mia vita. Perché non c’è dubbio che vivere in perimetri definiti presenti comunque dei vantaggi.

Vantaggi spesso apparenti ma per i quali in molti decidono di restarci. Per paura di dover affrontare il mondo da soli. O, come dice Danilo, da liberi. Che a pensarci bene è anche più difficile. Perché se gli effetti della solitudine sono tristi ma noti, quelli della libertà non lo sono affatto.
Come dire ‘Sono mia’ e anche subito dopo ‘E ora che ci faccio?’.
Buongiorno a tutti e in particolare, stamattina, a Danilo da Roccamonfina che mi dovrà un follow up al ritorno dalle ferie!

*mi dispiace non conoscere il casertano da poterlo riprodurre. L’effetto sarebbe stato, di sicuro, migliore.

Il buongiorno del 15 febbraio

Una settimana questa, in cui ho fatto davvero il pieno di storie ed emozioni di cui non vorrei perdere il ricordo.
C’è chi ancora è capace di arrabbiarsi e di non rassegnarsi al declino e all’imbarbarimento che lo circonda e chi vive una vita che non potrebbe che essere la sua e produce un bello che commuove. C’è chi ha smesso di parlare con chi ama di lavoro perché non è più divertente e chi invece è angosciato per un cambiamento fisico repentino che gli ha acceso una spia sul mondo. C’è chi non ha sprecato tempo a maledire il destino ma gli ha fatto causa e ora cavalca le onde della crisi come un surfer professionista. E chi, infine, nonostante possieda il sorriso più virale del pianeta non riesce ad uscire dalla tristezza in cui è caduto.
Tre giorni fitti di ascolto del mondo che non vedo l’ora di sciogliere nell’inchiostro.
Sarebbe bellissimo poter scrivere queste storie meravigliose da una veranda di una casa sulla spiaggia di fronte all’oceano. Mi accontenterei, in realtà, anche di Ostia.
Ma il week end della mamma autista, stalliera, professoressa di italiano e matematica, cuoca, colf e dama di compagnia è già iniziato.
Per le parole e i pensieri si rimanda alla prossima alba.
Buon fine settimana di sole, si spera!