Il buongiorno del 15 settembre

Oggi inizia ufficialmente la scuola. C’è chi la inizia per la prima volta. Chi prosegue un corso di studi già avviato. Chi fa il salto. Chi quest’anno avrà gli esami di fine corso. Ognuno inizierà questa giornata con il suo anno davanti. Alcuni più sereni con tutti i compiti fatti. Altri meno. Ma tutti con quella indimenticabile emozione da primo giorno di scuola. In cui rivedi dopo un’estate i vecchi compagni che stenti a riconoscere oppure, lasciati i vecchi, conosci quelli che ti accompagneranno per un altro tratto di strada. C’è odore di gomma da cancellare, di carta di quaderni e libri, di zaini nuovi. Ci sono diari immacolati pronti a raccogliere i ricordi che verranno. C’è una aria frizzante piena di racconti estivi e di programmi invernali. C’è profumo di speranza e di futuro. Un brusio in attesa dell’apertura dei cancelli che, se ci penso, ancora mi risuona dolcemente nelle orecchie.
Il primo giorno di scuola, è un giorno speciale. E ogni anno mi commuovo. Quando è toccato a me di viverlo e ora che tocca a mio figlio, anche di più. Quando era piccolo perché era piccolo e ora che è più grande, perché non è più piccolo. E ogni anno c’è una scusa da trovare per quella lacrima. Che scende perché certamente segna la tacca di un anno che è passato e di uno che sta arrivando ma anche perché trovo indimenticabile quella sensazione adrenalinica di paura mista a curiosità nei confronti di quello scampolo di futuro che è un nuovo anno scolastico. E che, finita appunto la scuola, non è dato più di provare.
Oggi il mio più affettuoso buongiorno va a tutti i compagni con cui ho condiviso uno o più di quella ventina di primi giorni di scuola (ci metto anche l’Università!). Soprattutto a quelli che sono ancora nella mia vita. A quelli che non ho perso di vista. A quelli che non sono diventati un ricordo.
Perché se c’è una cosa più bella del primo giorno di scuola, è avere qualcuno, che l’ha vissuto con te, con cui poterci ripensare insieme anche a distanza di molti anni. Di moltissimi anni.
Agli altri ragazzi un grande, grandissimo in bocca al lupo!

Il buongiorno del 6 maggio

Oggi il figlio parte per il viaggio scolastico di istruzione. La ‘gita’ dei nostri tempi. Il nome è cambiato ma non il resto. La concentrazione è tutta sulla composizione delle stanze, sui giochi per la sera, sull’apertura o meno della piscina e, moderna tematica, su quando è come sarà consentito l’uso dei cellulari. Pure cambiando il nome, attese sulla cattedrale di Trani e sui Sassi di Matera non pervenute. Sul resto, come da copione, emozione alle stelle. Al punto che è stato difficilissimo farlo addormentare. Mi ha chiamato decine di volte dal letto per verificare che fosse tutto a posto e che non ci fossimo dimenticati nulla. E alla fine ha voluto che gli dormissi accanto. Mi ha ricordato un tempo lontano. Quello delle prime avventure. Dell’eccitazione nel condividere spazi temporali inconsueti con i compagni di classe ma anche con i professori. Dello scoprire il nuovo.
Faticoso stargli dietro ieri sera ma anche bellissimo farsi contagiare da tanto entusiasmo. Un entusiasmo che gli auguro con tutto il cuore di non perdere mai. Io non l’ho mai perso e credo che sia stata e sia, davvero, la mia più grande fortuna.
Buongiorno viaggiatori in gita!

Buongiorno del 27 ottobre

In questi giorni ho visto tanti occhi innamorati: tristi ma speranzosi di chi vive una storia interrotta, lucidi ed emozionati di chi si è ritrovato, brillanti e gioiosi di chi ha tutto da scoprire. Mi sono emozionata molto più che al cinema.