Il buongiorno del 6 luglio

Ultimamente mi è capitato spesso di vedere coppie con i capelli d’argento parlare fitto fitto seduti su una qualche panchina o passeggiando tra i viali di un parco. Mi è capitato spesso di vedere un abbraccio o altri impercettibili gesti di un affetto inossidabile. Fermo. Certo.
Un’immagine bellissima da vedere. L’icona di quell’invecchiare insieme per scelta che sa di amore vero. Di condivisione. Di difficoltà superate, di vita vissuta, di legame profondo. Di cura, di attenzione, di voglia di restare più forte di quella di scappare. Di un investimento ad alto rischio andato a buon fine per abilità di gestione e di quel pizzico di fortuna che mai abbandona gli audaci. Di successo. Di avere ancora, sorprendentemente qualcosa da scambiarsi.
Credo che le favole vadano assolutamente aggiornate. Perché, a pensarci bene, la vera storia da raccontare, quella con cui far sognare non è quella dell’incontro con il principe ma quella dopo. Incontrare principi e principesse, alla fine, non è così difficile. Il difficile è viverci a lungo insieme, felici e contenti.
Oggi sono 50 anni che Anna e Marco vivono quel dopo. Quel vissero felici e contenti. E a guardarli se non è stato sempre così, è sicuramente stato spesso. E quello che colpisce non è tanto quello che è stato, il traguardo raggiunto, ma l’urgenza di altro da fare e da dire. Il procedere. Quel solido restare ma mai fermi.
Buongiorno a tutti gli innamorati, soprattutto ad Anna e Marco, capaci di non smettere mai di guardare avanti e sempre (o comunque spesso!) dalla stessa parte.

Le storie che non iniziano

Tante cose si sono scritte su quando finisce un amore. Non molte su quando non inizia. Parlo di quelle storie a cui non tocca un futuro. Quelle storie in cui le anime si sono toccate e riconosciute. E in cui non c’è stato bisogno di parlare per dirsi che era così. Un così che comunque non ha contato. Di quelle storie impossibili di un minuto, un’ora o 5 giorni che non si sono concesse al tempo e per questo, incorrotte dal quotidiano, restano nel cuore per sempre sulla fiducia. Intonse, lucide, brillanti. Mica come le storie vissute con i loro successi e le loro ferite, rovinate dal tempo e dalle intemperie.
Per come sono fatta, vivo di default senza farmi domande, il non vissuto non mi appartiene, capisco e rispetto il non vivibile ma credo che ci sia sempre una via d’uscita. Da trovare rigorosamente insieme.
Sono le favole ad averci rovinato. Quelle favole in cui è sempre l’uomo a salvare la principessa e a trovare soluzione alla ricomposizione di una relazione. Vedi il bacio del principe di Biancaneve o la ricerca di Cenerentola attraverso la scarpetta. Finzioni che hanno alterato le dinamiche del mondo creando inutili pressioni sui maschi e false aspettative nelle femmine. E non se ne esce. Gran peccato!

Favole aggiornate

Più di 20 anni fa’ una principessa (del foro romano!) e un principe indiano si incontrano a Londra e si innamorano. La loro storia è intensa e profonda ma, dopo qualche tempo, la distanza tra Italia e Inghilterra, anche per l’assenza di compagnie low cost, finisce per dividere i nostri protagonisti. Ognuno prende la sua strada vivendo altri luoghi e altre persone. E quell’incontro diventa, nell’archivio della vita, solo un bel ricordo da raccontare magari un giorno ai nipoti. Fino a qualche mese fa’, quando per curiosità si cercano, si ritrovano, e si accorgono che la loro bellissima favola non era ancora finita. Mi piace raccontare questa storia perché qui lei non perde la scarpa ma anzi ne regala un paio a lui di ottima fattura italiana. Non sono state sorellastre e matrigne ad ostacolare questo amore ma solo la vita che, a volte, può essere peggio. È la principessa che trova il principe su Facebook e lo contatta ma è lui a dirle di non averla mai dimenticata.
Mi piace questa storia perché ci dice che le favole continuano a succedere. Si sono semplicemente aggiornate.
Oggi la principessa compie gli anni. Nelle storie di fantasia i protagonisti, non invecchiano mai. In questo caso sarebbe stato un vero peccato.
Auguri amica mia.