Il buongiorno del 14 settembre

Stanotte forte attacco di allergia. Dopo averlo superato, decido di lasciare aperta la finestra della mia camera. Non lo faccio mai nel fine settimana. Sono al primo piano e se posso dormire, come oggi, la chiudo. Perché essere svegliata dai rumori esterni, non è un rischio ma una certezza. Stanotte, invece, chiuderla non potevo proprio. Avevo bisogno di respirare aria fresca e mi sono affidata alla mera speranza che la domenica la città si svegliasse più tardi. In effetti così è stato. Tutta la città meno uno.
E quell’uno si è messo a discutere al telefono proprio sotto la mia finestra. L’ha scelta. ‘Maddai…. E no, non si fa così. Se l’appuntamento è alle 7 di mattina non puoi fare tardi. Io sono già qui e adesso scendi. Ti vesti al volo e scendi. È una questione di rispetto’. Attimi di silenzio per me ma non per lui perché subito dopo replica, ‘Ma che mi hai mandato un messaggio di vederci alle 8 meno un quarto. Io non l’ho ricevuto. E poi se me lo avessi mandato alle 7, io stavo già qua. Che tornavo indietro?’ Altri secondi di sospensione in cui immagino l’interlocutore assonnato che cerca di trovare anche solo un’argomentazione in grado di interrompere gli attacchi dell’uomo al telefono che, approfittando della sua lucidità, lo sta mettendo all’angolo. L’immagine, che mi fa aprire in un sorriso, è quella di un pugile suonato che cerca di trovare il modo per piazzare un colpo che interrompa la gragnuola che sta subendo. E, alla fine, ce la fa. Non so cosa possa avergli detto ma arriva la conclusione della conversazione, in un più dolce ‘Vabbè sbrigati, sto qui sotto. Ti aspetto.’
Convinta che siano le 7 o giù di lì mi rivolto nel letto per riaddormentarmi quando sento una piccola vibrazione del cellulare, forse per l’arrivo di una mail, e decido di prenderlo per guardare l’ora. Sono le 8. Rimango attonita.
La resistenza del pugile suonato era durata tanto a lungo da far superare anche il secondo appuntamento. Da vedere davvero che faccia abbia.
È tornato il silenzio. Se avessi voglia di alzarmi e affacciarmi mi piacerebbe proprio vedere questi due. Ma non ce la faccio. Rimango con la curiosità. E con il sonno.
Buona domenica di cerimonia di chiusura vacanze. Domani si riaprono le scuole che sanciscono la definitiva chiusura dell’estate. Che quest’anno, peraltro, non è neanche tanto iniziata o neanche tanto esplosa.

Il buongiorno del 5 maggio

Ascoltare la vita, non è un invito retorico. Chiudere gli occhi e sentire quello che succede fuori è un esercizio iniziato per caso e diventato irrinunciabile. E così la mattina invece di saltare in piedi al suonare della sveglia, resto altri due minuti a letto e mi concentro sui rumori e gli odori, se la finestra è aperta, che vengono da fuori. Le auto, le voci, il crepitio e il profumo della pioggia o il nulla del sole. La vicina di casa che accende la musica e sveglia il figlio. L’aroma del caffè e dei cornetti del bar di sotto. Quel quotidiano che prescinde da noi. Quella vita che continua con noi o senza di noi.
Ci sono giorni che ci va di calarci nel mondo e altri no. Ma l’importante è sapere che c’è. Per altri due giorni non mi calo. Stamattina mi sembra di sentire il nulla del sole e sono ancora in vacanza. Un buon inizio. Un buongiorno.