Il buongiorno del 28 agosto

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Ho eliminato la moka da qualche anno passando alle capsule della Nespresso e poi alle capsule nostrane. Ottimo compromesso tra tradizione e modernità. Perché se mi va un caffè, appena mi alzo o durante la giornata, ci metto un attimo, non spreco nulla e non sporco. Con la moka il procedimento è molto più articolato e dato il sempre scarso tempo a disposizione, capitava spesso di doverci rinunciare. Perché i tempi di preparazione sono lunghi: bisogna prepararla, chiuderla bene e aspettare che il caffè esca. E poi guardarla lì sul fuoco per evitare trasbordi che ti costringano poi a pulire e quindi a rimandare il momento del piacere (si può pulire pure dopo ma se si fa subito è più facile e ci si mette meno!). Sono sicura che i cultori della moka trovino piacere già da tutto questo movimento. E vedano nella preparazione un rituale irrinunciabile. E provino serio orrore per la mia scelta. Dal mio punto di vista ho optato per praticità e velocità non rinunciando al gusto ma solo al profumo. E comunque, mi rendo conto, non a poco. Perché il profumo del caffè che sta uscendo dalla moka è davvero imbattibile. Ed è mattina o dopo pranzo veri. È Italia. È casa. E risentirlo in questi giorni è stato, devo ammettere, davvero un piacere. Ma è pur vero che in vacanza il tempo per la moka ci sta. Ce lo possiamo permettere. Come le chiacchiere in attesa che esca. Un piacere diverso. Più avvolgente e completo. Ed un sapore che resta in bocca per un tempo infinito. Un altro piccolo lusso da ferie. Perché le cose al volo, i compromessi tra velocità e qualità, sono da resto dell’anno. Vacanza è lentezza. Meravigliosa lentezza. E la mia non è ancora finita.
Buongiorno al profumo di caffè!

Elogio della lentezza

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Stamattina vado a trovare amici al mare in una località non lontana da Roma. Arrivo con il navigatore ad una rotonda di fronte al mare e la voce sintetica mi manda a sinistra invece che a destra, dove sarebbe stato corretto mandarmi. Nulla di più facile quando si arriva in zone mal censite dalle mappe. Dopo qualche chilometro di lungomare senza case mi rendo conto che devo aver sbagliato strada e cerco di tornare indietro ma non è facile. Ci sono macchine parcheggiate senza soluzione di continuità da entrambi i lati. Mi rendo conto che devono essere tutte qua quelle che hanno lasciato deserte le strade intorno a casa mia. E mi viene in mente che deve essere proprio il mio karma quello di infilarmi sempre nel casino. E soprattuto di sentirmi a mio agio. Trovo un posto per fare inversione di quelli che non hanno questa funzione ma che anni di città ti consentono di immaginare adatti. Di quelli che altri non vedrebbero. Di quelli che non esistono fino anche a 3 minuti prima e vengono inghiottiti nuovamente dopo il nostro passaggio come il binario magico di Harry Potter. E torno indietro. Ho davanti una 600 che va alla velocità di una bicicletta. È impossibile superarla. Mi dico che ci metterò una vita ad arrivare a destinazione. Che ci metterò più tempo a fare questi pochi chilometri che a venire da Roma. Che quello che guida l’ha proprio scelta bene la sua macchina. Sa di lento come lui. Mentre penso tutto questo giro il viso e sulla sinistra scopro un paesaggio che alterna dune verdissime e odorose a spiagge e ombrelloni colorati e ad un mare verde e blu che non ti aspetti. Una spiaggia domenicale che prende meravigliosamente vita. E decido di godermela. Alla fine l’uomo della 600 che poteva rovinarmi l’avvio di giornata mi ha fatto un gran regalo. Apprezzare la lentezza. La chiamano pausa (estiva) del karma.

Il freno a mano

“Vuoi stare bene? Smetti di correre e tira il freno a mano. Ti accorgerai di cose che non hai mai visto e che vale la pena di vedere. Quelle belle ma anche e soprattutto quelle brutte. Così capisci cosa vale e cosa no”. Semplice e sconvolgente come Roberto, l’amico che me l’ha detto. Uno che un giorno di quindici anni fa’ lasciò quello che per tutti era il certo per l’incerto e che oggi è uno dei pochi che conosco a possedere le certezze che contano. Uno che è sempre stato lentamente avanti.