Il buongiorno dell’8 ottobre

Mi sono svegliata perché sentivo freddo. Dormo ancora con una coperta di cotone e ho capito, stanotte, che non è più sufficiente. Il caldo sta finendo. Senza, peraltro, esserci mai stato seriamente nei mesi che solitamente lo ospitano. E questo, da sempre, è il periodo dell’anno che amo di meno. Per l’accorciarsi delle giornate. Per la temperatura che scende. Per l’inizio della folle corsa, sul lavoro e fuori, verso le feste natalizie. Per quel buio che via via sarà illuminato a giorno (artificiale) oltre che dalle stanziali luci dei lampioni, delle luminarie ma anche dai fari delle auto ammassati dal traffico nelle strade. Che mi mette tristezza. Da sempre. Perché rende ancor più netto il contrasto tra chi è felice e chi non lo è. Una tristezza provata indipendentemente dallo stato d’animo iniziale. Per capirci, provata anche quando tra i felici ci sono stata/sono anch’io.
Quando ero più giovane non vedevo l’ora che la brutta stagione finisse e si arrivasse prima possibile a marzo, mese della rinascita. Da qualche anno no, non più. Non si butta via nulla. Ho imparato a ritagliare, ad apprezzare le sfumature, a cogliere gli spunti. Anche del freddo. Anche del nero. Ed è per questo che accanto al tepore primaverile ho cominciato ad annoverare tra i miei momenti preferiti, quelle che chiamo le giornate rubate. Quelle giornate autunnali o invernali, che nascono con un sole che non ti aspetti. Che ti sorprendono e ti riempiono il cuore. Che ti ritrovi all’ora di pranzo, quando capita, a sorridere per quello che giudichi un vero regalo. Quelle che ammorbidiscono quella insopportabile, almeno per me, sensazione di freddo.
È ancora buio e non so come sarà il tempo oggi. Quello che so per certo, invece, è che per una mia cara amica sarà certamente un successo.
Buongiorno di felicità (ritagliata)!

Il buongiorno del 28 marzo

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E con ieri si è conclusa una settimana di festeggiamenti. Cibo, vino, dolci, risate, foto, chiacchiere, ritorni notturni, parcheggi di fortuna. Messaggi incrociati di arrivi a casa, saluti, ringraziamenti, buonanotte. Ma anche di bruciori per uno stomaco disabituato agli eccessi. Il mese di Marzo sta per finire ed è iniziato ufficialmente il mio nuovo anno di vita. Ancora una volta questo mese non mi ha deluso. Sono accadute cose importanti. E non per caso. Tante gestazioni terminate contemporaneamente. Ora inizia il bello. Fortunatamente con un giorno a casa.
Buongiorno!!

Il buongiorno del 1° marzo

PrimaveraOggi inizia marzo, il mio mese preferito. Preferito perché è il mese dei fiori, dei colori e dei profumi e perché è il mese in cui mi succede sempre qualcosa di importante, a partire dal mio venire al mondo. Una prima nascita a cui ne sono seguite tante altre. Marzo, poi, è il momento dell’anno in cui posso togliermi finalmente di dosso il grigio e l’umidità dell’inverno. La pesantezza degli abiti e dei pensieri. Le giornate si allungano e con esse anche l’esistenza e soprattutto la resistenza. Non c’è dubbio che una delle più belle sensazioni dell’anno è quando, per la prima volta dopo mesi, si esce dall’ufficio che è ancora giorno.
Quest’anno, poi, mi sono preparata a capitalizzare al meglio questo influsso benefico cercando, già da qualche giorno, di lavorare sulla mia forma fisica e mentale. E’ piacevole, al di là di tutto, concentrarsi su di sé. Senza sensi di colpa. Basta pensare alla cristiana esortazione di amare il prossimo come se stessi per capire che la qualità del nostro concederci agli altri è una variabile strettamente correlata a quanto ci vogliamo bene.
E a marzo anche amarmi (riflessivo e non) è più facile.
Profumato buongiorno!

P.s. Oggi piove, niente fiori e colori ma basterà poco per fare primavera. E in questo io è marzo siamo proprio uguali.