Il buongiorno del 12 settembre

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A maggio ho comprato una nuova auto. La precedente era stata una Daewoo Matiz rimasta in servizio per oltre 12 anni e soppressa solo perché ormai incapace di andare anche solo un km oltre il raccordo anulare. Mi è venuto in mente di parlarne stamattina per due motivi.
Il primo è che ieri un collega a tavola mi ha detto ‘Maru c’è uno che ti batte. Nel parcheggio c’è una macchina di una marca improbabile color mattone. Una macchina così te la regalano. Non te la puoi scegliere!’. Me lo sono guardato interrogativa e lui ‘Ah giusto tu te la sei cambiata!’. Questo per dire che ci sono alcune caratterizzazioni accessorie che ci mettono un po’ ad essere archiviate. Io ero quella della Matiz e ci abbiamo passato pranzi a dibattere sul tema. E anche se ho cambiato macchina ci vorrà un po’ per riadattare la mia immagine. Un po’ come quando ho smesso di fumare. Mi hanno tutti rotto per anni per indurmi a farlo e quando, finalmente, ci sono riuscita la frase più ricorrente è stata ‘Non ti posso vedere senza sigaretta. Non sei più tu!’.
Il secondo motivo per cui mi è venuta in mente la macchina stamattina, è invece la sensazione meravigliosa che questo acquisto mi ha regalato. Posso andare ovunque e non devo più preoccuparmi se il mezzo ci arriverà o morirà prima. E poi visto che è a gas c’è anche la soddisfazione di non cedere il quinto dello stipendio ad ogni viaggio. Non devo più dipendere da nessuno. Posso decidere all’ultimo i programmi. E ho scoperto che guidare può essere anche molto divertente. È stata una spesa rimandata tante volte. Poi un sabato di aprile, con Alessia, abbiamo girato, grazie al motorino, 7 diverse concessionarie e alla fine l’abbiamo scelta. E non abbiamo sbagliato. Era proprio lei. La mia libertà. Ed è bianca.
Buongiorno. Oggi si parte!

Il buongiorno dell’8 maggio

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Oggi dopo 12 anni, 3 mesi e 1 giorno cambierò auto e mi sono svegliata con una grande malinconia. Perché rottamare la mia vecchia Matiz è dire addio ad un altro simbolo di un’era passata. Se non fosse che, ormai, anche solo il Raccordo Anulare era diventato una sfida per lei, non l’avrei mai cambiata. Mi fa felice pensare che la sua vita sia iniziata con la nascita di mio figlio e la sua ultima corsa importante sia stata per una bellissima gita al mare martedì. Mi mancherà. Ma ora è tempo di essere felici per il nuovo. Quello che mi restituirà autonomia e indipendenza. Perché a casa mia, purtroppo o fortunatamente, nulla cambia senza lasciare un segno. E ogni cosa ha il suo posto e il suo significato. E non mi dispiace affatto.
Un affettuoso addio al vecchio e un allegro buongiorno al nuovo!