Il buongiorno del 9 aprile

In questi giorni mi sembra di essere sopraffatta dalle emozioni qualunque cosa faccia. In primis dalle questioni personali ma poi anche da quelle dell’ufficio fino ad arrivare a quelle più pratiche come la scelta della mia nuova auto. Potrebbe essere che scoperchiare le emozioni è sempre un rischio. Sai da dove inizi e non sai mai dove vai a finire. E se decidi di non tirarti indietro o te la sai gestire o finisci per incartarti. Oppure più semplicemente potrebbero essere gli ormoni, come direbbe il figlio. E a parte che le cose semplici sono sempre le più vicine alla realtà, c’è da dire che, come dice un mio amico da un pezzo, se le tempeste ormonali fossero rese note a chi ci circonda, si eviterebbero tanti momenti critici e probabilmente anche la fine di tanti matrimoni.
Buongiorno soprattutto a chi mi circonda!

Ormoni

Ieri l’altro e molto di più ieri, il pianto mi ha sopraffatto. Mi sono commossa alla fine di un libro e poi salutando mio figlio prima di affidarlo al padre. Ho pianto a dirotto al telefono con un amico (almeno lo era prima che gli facessi questa telefonata 😃) mentre gli raccontavo tutta una serie di sofferenze causatemi da persone che sulla carta avrebbero dovuto volermi bene.

In questo contesto, mio figlio che, nonostante i miei sforzi, si era accorto, durante il saluto, della lacrimuccia che scendeva senza controllo, abbracciandomi e sorridendomi prima con gli occhi che con i suoi meravigliosi denti argentati mi aveva detto: ‘Non ti preoccupare mamma, è una questione di ormoni‘.

Premesso che:
1) pur non mancandomi materia per stare male, non riuscivo neanche io a capacitarmi di tanta carica emotiva;
2) non so dove abbia sentito questa frase e se ne conosca davvero il significato;
3) un figlio è l’unico uomo che può farti ridere dicendo una cosa del genere;

era proprio così. Aveva ragione lui. Non mi dovevo preoccupare.