Il buongiorno del 19 ottobre

Incredibile, mi sono svegliata adesso. Un paio, quasi tre, ore dopo l’orario consueto… Ora un caffè e poi vi racconto qualcosa che mi è successo ieri sera.

Ebbene ieri sera sono andata con delle amiche al cinema a vedere ‘Il giovane favoloso’ diretto da Mario Martone e interpretato da uno strepitoso Elio Germano. Un film talmente bello che stamattina voglio andare rileggere tutte le poesie di Leopardi recitate o accennate con questa immagine nuova (e presente e il suon di lei ) che mi è stata regalata.

Ma ieri sera non è stato solo il film a lasciarmi senza parole. Improvvisamente durante la più bella interpretazione dell’Infinito a cui abbia mai assistito, sono stata avvolta da un profumo intenso e improvviso che mi ha riportato indietro di qualche mese. Non ci volevo e potevo credere. Ho provato a resistere. Nulla e nessuno, ho pensato, può riportarmi dove io non voglio più andare. Ed invece il profumo insisteva. Allora ho deciso di affrontarlo. Di prendere attraverso un respiro profondo tutta l’aria possibile, di trattenerla e poi lasciarla andare. Di respirarla. Di finirla. Poi, subito dopo, una lunga striscia di lacrime ad inseguirsi dagli occhi prima di precipitare giù dalle guance. Che non riuscivo più a capire se fosse per il dolore di quel giovane uomo o per quello che stavo io provando in quel momento. Poi il profumo, come di incanto, è sparito e mi sono sentita più leggera. Ho capito che finalmente avevo avuto quel saluto che non c’era stato. Perché a volte anche quando si parla di vivi, i saluti e gli addii possono non esserci. E lasciano aperte porte da cui passa il vento.

Alla fine del film, cosa alla quale non mi capitava da anni di assistere, c’è stato un applauso fragoroso. Ci siamo unite anche noi. Ed io con un motivo in più.

Ieri sera è stata una di quelle sere che sanno di magia. Che non ti aspetti. Che ti sorprendono nella normalità del fluire. Che probabilmente non riesci neanche a raccontare.

Come ricevere la notizia di un’amica che ti ha comprato quel libro che desideravi tanto perché passando in libreria ci ha visto su il tuo nome.

Buongiorno di tempo incerto ma di certezze nuove!

Il buongiorno del 28 agosto

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Ho eliminato la moka da qualche anno passando alle capsule della Nespresso e poi alle capsule nostrane. Ottimo compromesso tra tradizione e modernità. Perché se mi va un caffè, appena mi alzo o durante la giornata, ci metto un attimo, non spreco nulla e non sporco. Con la moka il procedimento è molto più articolato e dato il sempre scarso tempo a disposizione, capitava spesso di doverci rinunciare. Perché i tempi di preparazione sono lunghi: bisogna prepararla, chiuderla bene e aspettare che il caffè esca. E poi guardarla lì sul fuoco per evitare trasbordi che ti costringano poi a pulire e quindi a rimandare il momento del piacere (si può pulire pure dopo ma se si fa subito è più facile e ci si mette meno!). Sono sicura che i cultori della moka trovino piacere già da tutto questo movimento. E vedano nella preparazione un rituale irrinunciabile. E provino serio orrore per la mia scelta. Dal mio punto di vista ho optato per praticità e velocità non rinunciando al gusto ma solo al profumo. E comunque, mi rendo conto, non a poco. Perché il profumo del caffè che sta uscendo dalla moka è davvero imbattibile. Ed è mattina o dopo pranzo veri. È Italia. È casa. E risentirlo in questi giorni è stato, devo ammettere, davvero un piacere. Ma è pur vero che in vacanza il tempo per la moka ci sta. Ce lo possiamo permettere. Come le chiacchiere in attesa che esca. Un piacere diverso. Più avvolgente e completo. Ed un sapore che resta in bocca per un tempo infinito. Un altro piccolo lusso da ferie. Perché le cose al volo, i compromessi tra velocità e qualità, sono da resto dell’anno. Vacanza è lentezza. Meravigliosa lentezza. E la mia non è ancora finita.
Buongiorno al profumo di caffè!

Profumo da brivido

Entro nel bar e improvvisamente un profumo mi porta lontano e mi fa venire i brividi. Quante ne sapeva Proust…..