‘Mai più senza’ buon Natale

Natale non sarebbe Natale senza la festa, con gli amici di sempre, del ‘mai più senza’. Il format è semplice: si va a casa di chi la mette a disposizione quell’anno e ognuno porta qualcosa da mangiare e un regalo (con budget definito uguale per tutti) che viene assegnato, dopo aver svolto la fase mangereccia, con un’estrazione a ciascuno dei partecipanti, grandi e piccoli. Fin qui nulla di originale. La peculiarità della serata è che ad ogni estrazione, il regalo viene scartato da chi lo riceve davanti a tutti e votato dagli altri. Votazioni volte ad assegnare tre premi. Uno appunto il ‘tradizionale ‘mai più senza’, ovvero quell’oggetto di cui mai si potrebbe fare a meno da quel momento in poi e altri due legati all’attualità. Ieri sera, per esempio, uno dei due premi era il ‘materiale post consumo’, ovvero il rifiuto nella nuova denominazione del sindaco di Roma della ‘monnezza’, da assegnare ad un regalo evidentemente riciclato. Quest’anno è toccato si 5 stelle ma nel corso di questi oltre vent’anni di reiterato happening (prima ci scambiavamo regali e basta) tutto l’arco parlamentare, in totale par condicio, ha ispirato le piste della nostra serata. Il bello è che si vota ogni oggetto senza pietà, senza nessuna remora, con motivazioni che vengono poi lette nello spoglio che avviene rigorosamente in pubblico. Con quelli che protestano e quelli che inveiscono. Sempre in un clima allegro e scanzonato che ci riporta ogni anno indietro nel tempo a ricordare regali improponibili, assegnazioni discutibili, vittorie indiscutibili. Una riunione irrinunciabile, irriverente, divertente a cui hanno aderito con entusiasmo anche le nuove generazioni (a parte il mio ribelle figlio!) per le quali ormai il ‘mai più senza’ è una tradizione al pari del Natale. Con alcuni di noi ci si vede solo in questa occasione con altri più spesso. Abbiamo anche il gruppo whatsapp di ‘quelli del mai più senza’ che è attivo tutto l’anno ma solo in attesa del momento in cui qualcuno mette casa e vengono lanciati come ogni anno i tre premi dell’anno per cui si concorrerà con apposita spiegazione. Non so quale sia l’alchimia che consenta di non saltare un anno ma so che Natale per noi non sarebbe lo stesso.

Con questo racconto natalizio e con il disegnetto di Roberto, che ci vede insieme alle renne e al suo adorato gatto, vi auguro, anche a nome suo, di passare questi giorni come desiderate, lenti o veloci, ma sereni.

Reale fine settimana 

  
E poi arrivo alla stazione convinta di poter anticipare il treno, di poter arrivare a casa ad un’ora decente ed invece no. I treni sono tutti pieni e sono costretta a passare più di due ore alla stazione. 

Dopo aver passato al setaccio tutti i negozi, cercando di ingannare il tempo, stramazzo su una delle sedie di metallo della galleria adiacente i binari, dove facce stanche, valigie, buste e zaini si susseguono senza soluzione di continuità. Mi guardo in giro, cercando di trovare qualcosa che mi distragga. Che mi tolga da dosso questo dolore dagli occhi gonfi di stanchezza e di lacrime senza successo.

I momenti di calo della tensione sono i peggiori. Ti costringono a fare i conti, tutti, quando sei talmente a pezzi che non riusciresti a vedere rosa neanche una vincita al Superenalotto, figurati un periodo complicato come questo.  Mi sa che qualcuno mi ha sentito dire che mi piacciono le sfide e deve avermi presa un po’ troppo sul serio. A questo punto rettifico: mi piacciono le sfide ma anche sorprese e regali.

A proposito di sorprese e regali ieri quando sono arrivata nella mia camera in albergo, ho trovato 3 rose rosse. Pensavo al solito (😜?!) ammiratore e invece no. Due persone speciali avevano pensato di spedirmi il loro affetto. E sono sicura che neanche loro avrebbero mai potuto immaginare quanto quel gesto mi avrebbe fatto piacere. Ed il tortino al cioccolato, con cui ho concluso la cena solitaria, ha fatto il resto. 
 

Mi viene in mente quando ho iniziato a viaggiare per lavoro e detestavo cenare da sola. A volte preferivo evitare piuttosto che stare li, imbarazzata, a mangiare senza nessuno con cui condividere quel momento. Quanta tenerezza a ripensarci. Oggi mangerei pure in mezzo ad un crocevia come Calindri ai bei tempi del Cynar.

La settimana si è conclusa con tanti sentimenti ed emozioni contrastanti. Alti e bassi senza passare dai medi.  Pensieri che affollano la testa senza pietà. Passo dalla didattica innovativa al cambio di stagione, dal treno da prendere lunedì alla ricetta per far fare le analisi a Marco, da questo viaggio di ritorno pesante e faticoso, e non solo per la stanchezza, alla spesa da fare. 

Il treno è pieno di bambini che frignano, si lamentano, urlano. Per evitare effetti da sindrome di Erode mi sono presa un bicchiere di prosecco, ho buttato la testa indietro e sto provando a rilassarmi. Magari mi addormento. Magari russo. Magari vinco io.

    Il buongiorno del 14 dicembre

    Stamattina voglio finire di fare i regali. Me ne mancano pochi ma come al solito sono regali per maschi. I più difficili. Quelli del ricorrente tormentone:‘Per una donna è facile trovare qualcosa, ma ad un uomo che gli si regala?’. Ovviamente si parla di pensierini. Perché è evidente che se la quota sale, regali bellissimi si trovano per tutti. Mentre con piccoli budget, si ricade, alla fine, sempre sugli stessi oggetti: una sciarpa, dei guanti, un cappello, un portafoglio, un portachiavi, un libro. Ho qui la lista davanti e sto cercando di pensare a cosa comprare per ciascuno. Perché anche oggi sarà una giornata campale nelle strade e l’unica andare mirati. Di fatto voglio anche prima verificare se sono ancora in tempo per acquisti virtuali. Comprare a distanza è da sempre una delle mie passioni dai tempi della Vestro. Prima si sfogliava il catalogo su carta ora su internet ma la sostanza non cambia. Non devo trovare parcheggio, affrontare la fiumana umana, non devo combattere per l’ultimo boxer dal colore decente (altro gettonatissimo regalo maschile!) decidi con calma, hai una maggiore scelta e poi comunque quando arriva la scatola è sempre una festa. Anche se i regali non sono i tuoi. Ed è un’ottima alternativa allo shopping mirato. Quello per capirci del ‘so quello che devo comprare, vado acquisito e vengo via’. E lo puoi fare pure in pigiama, sotto il piumone. Vi dirò.

    Buongiorno a tutti i regalisti e soprattutto a quelli che ogni anno sanno evitarsi, con eleganza, lo scambio.

    Da che parte stare

    Regali di Natale: la mattina un piccolo negozio di giocoleria a San Lorenzo e a pranzo Hollister in un mega centro commerciale. Crescendo si impara a creare sfumature di grigio, ad essere meno rigidi e ad accettare modelli anche molto diversi dai nostri. Ma ieri tra chi, guardandomi negli occhi, mentre faceva pacchetti, mi raccontava la sua esperienza con i bambini del carcere, con la danza africana e delle altre mille attività di cui si occupava e un negozio buio con la musica a palla, finte finestre che davano su un finto mare, brulicante di commessi in infradito belli e impossibili (dato il rumore, è stata impossibile un’interazione compiuta), mi sono ricordata da quale parte stare.

    Il buongiorno del 20 dicembre

    Ultimo giorno in ufficio prima delle ferie. L’atmosfera è quella del pre-vacanza scolastico. I saluti sono cominciati da ieri. Così come l’arrivo delle mail cariche di indirizzi in cui è facile riconoscere le variegate personalità dei mittenti. C’è chi, anche in questa occasione, non riesce a non copiare. Chi esibisce la sua cultura, chi approfitta per raccogliere fondi, chi vuole regalare una risata o anche solo un sorriso. E chi semplicemente vuole dire alle persone con cui divide il quotidiano che gli vuole bene. Da lunedì cominceranno ad arrivare anche gli sms. Per qualche giorno un gran traffico di parole e sentimenti. Bellissimo. Io comunque, cara Branka (così chiamerò la mia lettrice ideale) non sono ancora riuscita a finire di fare i regali 🙂 Buongiorno!

    Il buongiorno del 19 dicembre

    È il primo anno in cui non ho ancora finito i regali. Ogni mattina verifico quanti giorni mancano a Natale per tranquillizzarmi e mi tranquillizzo sempre meno, visto che i giorni continuano a scorrere senza nessuna positiva variazione sulla mia lista.
    Ma ce la farò. Non è mai successo che che io non ce l’abbia fatta. Un altro, l’ennesimo, obiettivo da raggiungere.
    E poi c’è qualcuno che non si spiega perché si è perso lo spirito natalizio…buongiorno del giorno – 5 alla vigilia!

    Il buongiorno del 30 novembre

    Buongiorno a chi si sta preparando con l’elmetto per affrontare da vincente la sua battaglia, a chi pensa a se stesso e se ne frega, a chi ha già fatto i regali di Natale e lo dichiara con orgoglio, a chi ha una nuova creatura da curare, a chi resta a casa tra bronchiti e nanetti, a chi parte per vedere la sua squadra del cuore e a chi parte solo per vedere il suo cuore. Buongiorno, perché sarà sicuramente un ottimo giorno.