Il buongiorno del 13 settembre

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Stamattina mi sono svegliata prima delle 5. Non ho trovato posto nello stesso albergo di mio figlio e della sua squadra e sono venuta a dormire in un delizioso B&B non molto distante. Immerso in una radura e gestito da una signora di una gentilezza rara. Davvero un peccato passare in un posto come questo solo per una breve dormita e non goderselo un po’.
Mi sono svegliata per bere e sono rimasta colpita dal silenzio assoluto. E poi i pensieri, che partono in simultanea all’apertura degli occhi a qualunque ora, hanno fatto il resto.
È qualche tempo che non viaggio per lavoro e avevo dimenticato il piacere di dormire da sola in letti sconosciuti. In luoghi silenziosi per natura o per mano dell’uomo. Di abitare una stanza ‘mia’ per una notte o al massimo due. Che è stata di tanti prima di me e sarà di tanti dopo di me. Che ha accolto pensieri, sentimenti, speranze, dolori. Che ha visto nascere amori. Che ne ha visti morire. Che ha coccolato notti insonni e avvolto sonni profondi dopo cariche di vita. Che ha visto passare libri, giornali. Che ha ricaricato cellulari e IPad. Che ha ascoltato chissà quante chiacchiere e sopportato chissà quali silenzi. Che ha visto tanti risvegli.
Se sai ascoltare le pareti di queste stanze non riesci più a dormire. Si accendono mille racconti e ti passano mille emozioni. E la fantasia ti porta lontano, e poi vicino. E poi ancora lontano. Molto meglio che accendere la TV.
Oggi forse mi pentirò di non aver dormito a sufficienza ma mi sono davvero divertita ad inseguire, con la fantasia, tutte le immagini e le storie che qui hanno abitato. E ci voglio tornare. Me ne sono sicuramente persa qualcuna.
Buongiorno fresco di alba!

Il B&B si chiama La Filagna e si trova in Località Poggere a Civitella D’Agliano.

Il buongiorno del 27 marzo

Un mio amico è convinto che le relazioni in cui manchi una prospettiva prima o poi finiscano. A guardarsi intorno, però, sono sicuramente più numerose le storie in cui i protagonisti non guardano dalla stessa parte che le altre. Credo che il mio amico si riferisca a quelle di chi investe davvero se stesso nelle storie e non ama l’accanimento terapeutico. Che vuole vivere ogni cosa al meglio per collezionare ricordi in grado di risvegliare, anche a distanza di anni, emozioni intense. Che finiscano quelle che sono state così belle da non meritare tristi e indecorosi trascinamenti. Quindi non parlava in generale ma di poche, pochissime situazioni. E di pochi coraggiosi capaci di staccare la spina e frizzare il tutto ad un momento prima della decadenza.
Visione pura, romantica (versione tedesca in questo caso non Baglioni!!!), intensa della vita. Una visione che condivido perché è davvero l’unica che ci permette, lasciando in tempo, di non perdere quello che conta davvero. Quello che di bello c’ è stato e quello che, anche se su altri piani, potrà essere.
Buongiorno al mio amico capace di ricordarmi la differenza tra le vite che si passano e quelle che si vivono!