Il buongiorno del 17 giugno

Dopo dieci giorni dal padre, ieri sera il figlio è tornato a casa. Dieci giorni per me di vacanza da solo ufficio in cui tornare a casa, spogliarmi e non dover cucinare per forza una cena almeno di buon senso. Poter decidere all’ultimo secondo se uscire o restare a casa, senza necessità di organizzare le grandi manovre. Passare un paio di fine settimana per soli adulti che non ha nulla di hard ma significa solo evitare accuratamente la frequentazione di minori. E quindi di feste, di ‘mi accompagni lì’, di ‘vanno tutti, andiamo anche noi?’, di zoomarine e altri demoniaci siti di divertimento, altro eventuale.
Ma non ti è mancato? No, non mi è mancato e neanche io a lui. È stato benissimo. Lo capisci se sta bene perché non ti chiama lamentandosi dell’altro genitore alla subdola ricerca della tua complicità. Che, in quel caso, ad essere sinceri, non gli concedi solo per opportunità e opportunismo (la volta dopo toccherebbe a te!) e non perché non ti piacerebbe!
Credo che non ci sia nulla di male ad aspirare a riposarsi ogni tanto. E non sentire la mancanza, a mio modo di vedere, non vuol dire non amare abbastanza ma solo essere sicuri dell’amore reciproco senza bisogno di offrire/ricevere continue conferme. Un sentimento rilassato che solo i figli, non ancora entrati nella fase della contestazione genitoriale, possono regalarti.
Ieri sera sono andata a riprenderlo da nonni, dove ha passato la giornata mentre ero al lavoro, e in macchina mi dice: ‘Ho un’idea: stasera mettiamo via i cellulari (!), compriamo i pop corn e ci vediamo un filmetto che piace a tutti e due, che dici?’
E che vuoi dire?
Che è bellissimo scoprire che è l’unico uomo sulla terra che capisci che ti è mancato, solo quando c’è.
Buongiorno e bentornato al nano!

Il buongiorno del 5 maggio

Ascoltare la vita, non è un invito retorico. Chiudere gli occhi e sentire quello che succede fuori è un esercizio iniziato per caso e diventato irrinunciabile. E così la mattina invece di saltare in piedi al suonare della sveglia, resto altri due minuti a letto e mi concentro sui rumori e gli odori, se la finestra è aperta, che vengono da fuori. Le auto, le voci, il crepitio e il profumo della pioggia o il nulla del sole. La vicina di casa che accende la musica e sveglia il figlio. L’aroma del caffè e dei cornetti del bar di sotto. Quel quotidiano che prescinde da noi. Quella vita che continua con noi o senza di noi.
Ci sono giorni che ci va di calarci nel mondo e altri no. Ma l’importante è sapere che c’è. Per altri due giorni non mi calo. Stamattina mi sembra di sentire il nulla del sole e sono ancora in vacanza. Un buon inizio. Un buongiorno.

Il buongiorno del 4 maggio

Questi giorni sono la mia vacanza saltata per due anni di seguito. E sto scoprendo che per andare lontano si può rimanere anche a casa. Che è bello fermarsi per caso e trovare quello che si è cercato per anni senza cercarlo. E fregarsene del dopo proprio perché non c’è stato un prima. Non sono abituata a ricevere senza faticare. Forse è per questo che rimango tanto sorpresa. So solo che ho sempre pensato che nella vita è bello provare ogni cosa. E che ancora una volta sono stata accontentata.
Buongiorno con le nuvole ma per oggi solo fuori!